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Napoli celebra il Sole. Uno studio conferma: la costruzione omaggia gli dei

Annunziata Buggio

Napoli è la città che celebra il sole. Uno studio scientifico ne spiega la costruzione ispirata ai miti, agli dei, ai numeri e alla cosmologia di Pitagora.

 

«Ma n’atu sole
Cchiu’ bello, oi ne’.
O sole mio
Sta ‘nfronte a te!»

 

Il Sole è stato da sempre l’astro prediletto dei napoletani, tra arte, musica, storia, scienza e religione e non è solo un semplice fattore climatico.
Perchè? Da dove arriva tutta questa volontà di celebrarlo?

 

Uno studio scientifico pubblicato sul Journal of Historical Geography realizzato dai professori dell’Università Federico II, Nicola Scafetta e Adriano Mazzarella, del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse ne rivela il contenuto, affascinante e sorprendente.

 

Lo studio ha preso consistenza osservando la particolare costruzione della città greca di Neapolis, verificabile proprio dalla torre dell’Istituto metereologico a San Marcellino, sede storica della Federico II. L’intuizione che ha illuminato i docenti si è soffermata sull’edificazione delle mura, costruite tra l’altro molto velocemente in circa 10 anni rispetto alle altre città greche, nella zona corrispondente all’attuale al centro storico, sorte nel 470 a.C. a seguito della vittoria dei Cumani sugli Etruschi, dando luogo alla costruzione della città.

 

La folgorazione è stata innescata da un prezioso dettaglio: l’angolatura diversa della città. I Cumani, invece di seguire il corso naturale della costa orientata a 40 gradi, preferirono scegliere un’angolatura diversa posizionata fra i 23 e i 24 gradi per erigere Neapolis. Perché?
Secondo lo studio, l’angolatura è molto vicina alla misura di 1/16 di cerchio, una singolare predisposizione numerica che nasconderebbe un simbolismo ben preciso dai rimandi «mitologici»: il numero 16 non a caso è la stella a 16 punte (detta anche Stella di Verghina o Argeade diffusa nell’antica Grecia) che rappresenta il dio Apollo, la divinità del Sole.
E’ documentato che i Cumani veneravano il divino Apollo figlio di Zeus sul territorio, come testimoniano i resti archeologici del tempio greco-romano ritrovato sull’acropoli dell’antica città di Cuma, e di come il suo culto oracolare sia stato diffuso successivamente tra i Campi Flegrei e Pompei.

 

Scrutando sempre la pianta della costruzione di Neapolis, lo studio ha evidenziato il centro esatto della neo-colonia, situato nella Basilica di San Paolo Maggiore in piazza San Gaetano dove al tempo della fondazione della città, sorgeva il tempio dedicato ai Dioscuri, ovvero i gemelli Castore e a Polluce figli di Zeus.
Questo luogo giace all’interno di un quadrato, e compiendo accurate elaborazioni grafiche, è stato possibile ricavare 10 sfere concentriche associate nell’ottica pitagorica, alle forme dell’equilibrio, dell’armonia, sinonimo di perfezione.

 

Nella volontà sapiente dei Cumani, vi era il desiderio di costruire una città ideale che aspirasse alla perfezione, almeno in termini architettonici-religiosi, orientando lo scorrere della vita verso l’astro predisposto al ciclo vitale, appunto il dio Sole, Apollo, celebrandone il mito e le sue arti.
Napoli, secondo un rapporto numerico pitagorico, è l’unica città in cui il Sole, durante i solstizi d’estate e d’inverno riesce a raggiungere l’angolatura di 36 gradi: l’armonia delle forme, la proporzione divina, l’«angolo aureo» (della Sezione Aurea) considerato segno del beneplacito di Apollo.

 

La costruzione di una città perfetta è misurabile tutt’ora percorrendo i Decumani dove i rapporti fra le lunghezze delle strade e la loro distanza risultano pressoché ottimali, avendo come modello una griglia ortogonale.

 

 

Altre simbologie incentrate sul dio Apollo si collegano al mito della Sirena Partenope, la cui leggenda è associata proprio alla costruzione della città.

Tra le innumerevoli leggende che riguardano Partenope, ve n’è una che attualmente è a capo dello studio condotto dal Distar della Federico II, e che è basata in maniera poderosa sull’astronomia. Una di queste, sostiene che la sirena guidò i marinai verso il Golfo di Napoli con l’aiuto di una colomba (invita da Apollo, forse per indicare il luogo esatto dove erigere il suo culto?).
Inoltre Partenope significa letteralmente Vergine che nel culto greco era associata alla medesima costellazione visibili durante l’Equinozio d’Autunno sul Vesuvio e e che appare ancora, prima del sole.
Sempre seguendo le tracce dello studio, il nome di Partenope è connesso anche ad un’altra costellazione, quella dell’Aquila, in memoria delle «sirene alate» inviate da Demetra per cercare l’adorata figlia Persefone rapita dal dio degli Inferi Ade.

 

La costellazione dell’Aquila appare su Napoli al tramonto posizionata sopra la collina di Sant’Elmo, che nell’antico mito incarna la nascita e la morte delle stagioni; sembra determinante infatti che la maggior parte delle strade del centro storico siano costruite per allinearsi in corrispondenza delle stelle.

 

All’ Equinozio di Primavera corrisponde invece la costellazione del Toro visibile sempre sulla collina di Sant’Elmo, e non a caso, è associato al mito del fiume scomparso da Napoli: il leggendario Sebeto, espresso nella simbologia del toro.
La Vergine e il Toro sono le due figure chiave dipinte su alcuni resti rinvenuto proprio a Napoli, e ritratti su alcune monete; interessante è stato il ritrovamento di una stella a 16 punte che si chiude a cerchio incorniciando il volto di Apollo. Coincidenze?
Altri indizi e reperti parlano di qualcosa insito negli astri collegati alla costruzione di Neapolis.
Immagini, segni, miti, astri e strade che si fondono sotto un’unica e misteriosa simbologia cosmologica tutta da decifrare, attraverso lo studio di complessi calcoli matematici tutt’ora in corso. Sapienza antica e millenaria, ereditata scrutando con maestria gli astri.

 

Il professor Scafetta sfata ogni dubbio: «La città è stata costruita avendo ben in mente i miti della popolazione che l’ha ispirata, da Apollo a Partenope, servendosi di una simbologia astronomica e matematica. Oggi tutto ciò può risultare casuale, ma in realtà tutti gli indizi ci portano a credere che la perfezione architettonica di Napoli sia stata perseguita per uno scopo ben preciso: omaggiare gli dei».

 

Fonti web:

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/19_giugno_19/napoli-citta-sole-ora-studio-rivela-che-vero-d551a0fe-9261-11e9-a40c-1410c386e974.shtml?refresh_ce-cp

https://www.unina.it/-/19215673-la-neapolis-greca-e-stata-progettata-per-essere-la-citta-del-sole-e-di-partenope-



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