Franceschini: “Napoli può diventare capitale mondiale del Turismo”

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Franceschini: “Napoli può diventare capitale mondiale del Turismo”
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Le parole del ministro dei Beni e delle Attività Culturali

Che Napoli sia una città meravigliosa, che trabocca arte e cultura, lo abbiamo sempre saputo. Allo stesso modo, però, sappiamo che, per mille motivi, tanta bellezza non riesce a diventare attraente per i turisti quanto potrebbe. Che si debba porre rimedio pare se ne sia accorto anche il Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini.

Durante gli Stati generali della Cultura, manifestazione organizzata dal Sole 24 ore e giunta ormai alla quinta edizione, il Ministro ha infatti dichiarato che “Una città destinata a una grandissima crescita nei prossimi anni è Napoli. Se deciderà di investire in cultura, può aspirare a diventare in tempi brevi una delle capitali del turismo mondiale”.

Sta alle istituzione, dunque, Regione e Città Metropolitana in testa, decidere di investire decisamente sul turismo e sulla cultura. Le potenzialità sono straordinarie, come dimostra anche la crescita degli ultimi anni, dovuta un po’ alla rinnovata immagine della città e un po’ al calo di altre mete turistiche per ragioni legate al terrorismo internazionale. La speranza è che dichiarazioni come questa non rimangano lettera morta e che Napoli possa, finalmente, avere il posto che merita tra le grandi mete del turismo mondiale.

di Fabio Avallone



Comments to Franceschini: “Napoli può diventare capitale mondiale del Turismo”

  • a volte mi chiedo perchè da molti napoli è considerata una città invivibile. Forse perchè per napoli parlano i napoletani, ma i napoletani non sono tutti uguali e alcuni non sanno parlare.La diduguaglianza, però a napoli crea armonia e a napoli c’è tanta disuguaglianza, tanto contrasto, come tanto contrasto c’è nella maschera di pulcinella bianca e nera.Se tutto questo è vero,perchè sbattere in prima pagina solo quello che di brutto c’è in questa città? Di chi è la colpa? Forse è di quei napoletani che non sanno parlare o che parlano a vanvera solo per apparire, per calare le prime pagine dei giornali, per fare “”‘o gallo ‘ncoppa ‘a munnezza”” Ma gli altri napoletani dove sono?Dove sono quei napoletani che sanno parlare ma non amano esporsi? Ma quei napoletani parlano la voce del silenzio, un silenzio attivo, un silenzio che rimbomba nelle menti e nel cuoredi tutti quanti.Damnatio memoriae: questa locuzione latina indica una severa condanna in uso nell’antica Roma che consisteva nella eliminazione di tutte le memorie e i ricordi destinati ai posteri: tale condanna era comminata ai nemici particolarmente odiati da Roma. Nella storia dell’unità d’Italia mai vi fu più veritiera conformità di tale concetto come quello che ha ottenebrata la verità su Napoli.E per centocinquanta anniil grande nord ci depredò. ci derubò, ci truffò conla connivenza della buona borghesia (quella che oggi parla e parla e parla)e con la coplicità della camorra con la quale il predetto grande nord ha fatto e continua fare affari. E allora i napoletani che sinora sono stati in silenzio devono cominciare a parlare, devono cominciare a gridare dai tetti che non sono più disposti a subire il male che li circonda.Tocca a noi rendere più vivibile napoli per liberarla dai luoghi comuni inibitori che continuano a dare spazio alladelusione dei cittadini, alla criminalità che si nutre proprio di speranze ipocrite e angosciose paure. Non basta una buona amministrazione a cambiare la testa di una parte dei napoletani, soprattutto di quella parte che Matilde Serao defini’ “””pieni di nullagine””” che continuano a lamentarsi senza muovere un dito per il bene della propria città. Grazie

    ottavio amodio 21 dicembre 2016 23:44 Rispondi

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