Napoli dice basta al Genocidio: "Si ce stammo zitti murimme pure nuje" eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Napoli dice basta al Genocidio: “Si ce stammo zitti murimme pure nuje”
A. Silvestri
18 Giu 2025 - 11:20
Foto Le botteghe di San Gregorio Armeno

Napoli dice basta al Genocidio: “Si ce stammo zitti murimme pure nuje”

San Gregorio Armeno, gli artigiani napoletani lanciano un messaggio forte contro il genocidio.

Nel cuore del centro storico di Napoli, la tradizione incontra la coscienza civile. A San Gregorio Armeno, la via celebre in tutto il mondo per i suoi presepi artigianali, la Natività si è trasformata in un simbolo di pace e in un grido di giustizia. Avvolta dalla bandiera palestinese, accompagnata da uno striscione in doppia lingua – italiano e napoletano – recante la scritta: “Sotto ’e bbombe moreno ’e creature. E si ce stamme zitti, murimmo pure nuje. Fermate il genocidio – Due popoli, due stati”, la sacra rappresentazione si fa oggi simbolo di resistenza umanitaria.

Napoli con i bimbi di Gaza: basta al genocidio

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno, che ha deciso di “non restare in silenzio” di fronte a quanto accade in Palestina. Un gesto semplice ma carico di significato, capace di unire spiritualità, artigianato e impegno civile. «Noi artigiani tramandiamo da secoli il valore della pace attraverso il presepe – ha dichiarato Vincenzo Capuano, presidente dell’associazione – La Natività rappresenta la vita e la speranza. Non possiamo tacere davanti a un massacro. Oggi più che mai dobbiamo gridarlo: fermate il genocidio».

A condividere il dolore e la gratitudine è Jamal Qaddorah, rappresentante della comunità palestinese in città: «Napoli ci ha dato una carezza. Ma mentre qui parliamo, a Gaza sono morte altre 80 persone. Non possiamo restare in silenzio. Chi tace è complice».

Un messaggio di forte impatto anche per il mondo del lavoro e dell’informazione. Ciro Silvestri, portavoce FISI, ha evidenziato: «Il popolo napoletano ha una coscienza profonda e sceglie sempre di stare dalla parte giusta: quella della vita e della libertà». Dello stesso avviso Emilio Caserta, direttore del quotidiano L’Identitario: «Napoli è città di pace, e San Gregorio Armeno ne è l’anima. Qui si celebra la vita, non può esserci spazio per il silenzio davanti alla morte. I bambini non si toccano, mai».

Un grido che risuona anche attraverso la voce di Gigi Lista, ristoratore, attivista e blogger napoletano: «Difendere i bambini significa difendere l’umanità intera. Non è solo solidarietà: è un dovere morale e culturale».

Il presepe – da sempre racconto della nascita e della speranza – si fa oggi denuncia. L’arte presepiale napoletana, celebre nel mondo, si trasforma in manifesto contro ogni forma di oppressione. E San Gregorio Armeno, più che una strada, diventa coscienza collettiva. Come ricordano gli stessi artigiani nel loro comunicato: “In un tempo in cui il silenzio rischia di diventare complicità, abbiamo deciso di esporci con coraggio e chiarezza dalla parte della pace”.

E quel monito in dialetto napoletano – “Si ce stamme zitti, murimmo pure nuje” – oggi parla al mondo intero.

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