Napoli, quasi 11mila annunci di affitti brevi su Airbnb: la città si sta trasformando in una maxi casa vacanza
Gli affitti brevi cambiano volto ai quartieri di Napoli. I dati del portale "Inside Airbnb" mostrano l'impatto dell'overtourism.
Turismo. Napoli registra quasi 11.000 case in affitto breve su Airbnb, con quartieri come San Lorenzo e Chiaia tra i più richiesti, mentre affittare per i residenti diventa sempre più difficile. A causa della turistificazione aggressiva, i canoni tradizionali continuano a salire, con rincari fino al 23% rispetto allo scorso anno.
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Napoli, capitale degli affitti brevi: quasi 11 mila gli annunci su Airbnb
Napoli si conferma meta di primo piano per i turisti, ma questa popolarità ha un costo per i residenti. I dati del portale Inside Airbnb, nato per monitorare l’impatto della sharing economy, rilevano che Napoli ospita oltre 10.700 alloggi destinati agli affitti brevi.
Il 66,5% sono intere abitazioni e solo una minoranza (31,7%) camere private. Con il turismo in costante aumento, le case disponibili per i cittadini locali sono sempre meno, e i canoni di affitto tradizionali continuano a salire.
Affitti brevi: San Lorenzo e Chiaia in vetta
Il quartiere con più affitti brevi è San Lorenzo, che conta 1.963 case vacanza, con una media di 178 notti prenotate e un guadagno annuo di circa 15.568 euro. Seguono i quartieri Pendino, con 1.032 annunci e San Ferdinando, con 974.
A Chiaia, quartiere prestigioso, gli affitti brevi generano una rendita media annua di circa 20.000 euro. Di contro, zone periferiche come Scampia restano pressoché escluse da questa dinamica: qui si contano appena tre case in affitto breve.
Affitti residenziali in calo, ma i prezzi salgono
Con la proliferazione di affitti brevi, trovare una casa per residenti a Napoli è diventato sempre più difficile e costoso. Secondo un’indagine della startup Maiora Solutions, rispetto al 2023 i canoni dei monolocali sono aumentati del 23%, quelli dei trilocali del 16%.
Sempre secondo i dati, le singole stanze hanno registrato un incremento del canone del 12%. Anche per bilocali e quadrilocali si notano rincari, rispettivamente del 3 e 8%.
Codici Identificativi Nazionali: un pallido tentativo di regolazione
Per arginare il fenomeno, il ministero del Turismo ha introdotto i Codici Identificativi Nazionali (Cin), che ora sono obbligatori per gli annunci e per identificare le strutture ricettive registrate. Al primo novembre, nell’area partenopea ne sono stati rilasciati 9.018.
Questo regolamento mira a garantire trasparenza, ma lascia in sospeso l’effettiva efficacia di questa misura nel mitigare gli effetti della turistificazione sui residenti. I Cin, di fatto, non affrontano il problema di fondo dell’aumento dei canoni residenziali e della scarsità di alloggi per i locali.
Senza una regolamentazione più incisiva – come limiti al numero di giorni per gli affitti brevi o incentivi per destinare immobili a locazioni a lungo termine – il rischio è che il Cin resti una manovra debole, che non compensa l’effetto distorsivo di un mercato immobiliare dominato dal turismo.
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