Na vota è prena, na vota allatta: significato della controversa frase napoletana

Napoletanità
Articolo di , 02 Feb 2021

 

Il napoletano è stato ritenuto dall’UNESCO una vera e propria lingua. Ciò perché è davvero ricco, particolareggiato e approfondito. Pullula di cultura in ogni emissione, evoca ricordi tramite tutte le parole, emana sentimenti con qualsiasi vocabolo. Per qualsivoglia necessità espressiva c’è una  serie immensa di opportunità fornite da questa classica lingua. Molte sono note, altre meno. Non tutti i napoletani utilizzano nel proprio quotidiano l’intero assetto linguistico partenopeo, ma di certo sono consci della sua immensità. Usare modi di dire tipici della zona, espressioni con significati pregni di napoletanità e detti congenitamente partenopei al cospetto di altri concittadini, fa proseguire la tradizione e permette di tramandarli dall’uno all’altro, in uno scambio ricco e prolifico.

Na vota è prena, na vota allatta

Tra i modi di dire particolari c’è sicuramente “Na vota è prena, na vota allatta e nun a pozzo maje vattere”. Quest’ultimo è noto da molti abitanti della Campania, la maggior parte dei quali l’avrà sentito pronunciare, o l’avrà pronunciato in prima persona, almeno qualche volta nella propria vita.

Il maschilismo della frase

La frase, come purtroppo tante altre presenti nella lingua napoletana, tra cui ad esempio “Na femmina e na papera arrevutajeno Napule”, trasuda maschilismo davvero da ogni lettera. Si fa riferimento infatti a una generica moglie dell’utilizzatore che, da quanto sostenuto nella frase, non potrebbe subire percosse fisiche solo per via della sua situazione da genitrice, prima in attesa del nascituro e poi occupata a nutrire il bambino.

Il significato

Letteralmente “Na vota è prena, na vota allatta e nun a pozzo maje vattere” significa appunto “Una volta è incinta, una volta allatta il bambino e io non posso mai picchiarla”. Ci si concentra perciò sulle scusanti addotte dalla singola persona per evitare di ricevere in cambio un’azione, per quanto deprecabile sia.

L’utilizzo

L’uso attuale del modo di dire per fortuna è assolutamente libero da quest’onta, da quest’orrore indicibile che lo caratterizzava alla sua nascita. A oggi “Na vota è prena, na vota allatta e nun a pozzo maje vattere” assume un significato del tutto staccato dal contesto originario. Non ci si riferisce più a una violenza fisica, e nemmeno a motivazioni dovute soltanto alla figura di madre, ma lo si usa nelle occasioni più svariate e con un significato decisamente diverso. Viene pronunciato quando in una situazione una persona ha sempre una motivazione pronta, o più di una, per scappare da un problema, per sfuggire a un’incombenza o a qualcosa di indesiderato. Lo si usa perciò per rendere nota la presa di coscienza dell’atteggiamento altrui, scaltro e fuggitivo, pieno di furbizia e prontezza. La frase perciò sottolinea l’abilità della persona a cui ci si riferisce a sviare tutte le situazioni poco piacevoli adducendo scuse o impegni improrogabili e dignitosi.

Una replica a “Na vota è prena, na vota allatta: significato della controversa frase napoletana”

  1. Albanese Giuseppe ha detto:

    Ai responsabili del “GrandeNapoli”, poche le parole di commento o di apprezzamento per l’opera di cultura e di divulgazione che svolgete nel riportare alla luce termini, espressioni, riflessioni della antica lingua napoletana, sempre più dimenticata e soppiantata dalla terminologia dell’informatica e della modernità. Il vostro contributo è encomiabile e serve a tenere in vita un passato dimenticato, una lingua che è misura e bellezza di una intera cultura ancora presente ai giorni nostri, anche se poco valorizzata e praticata. Un’ultima considerazione: le vostre spiegazioni le trovo chiarissime e convincenti, il linguaggio usato ricco e particolareggiato. Grazie di cuore. cercherò di seguirvi sempre perchè le lacune che mi porto dietro sono fin troppe evidenti. Un augurio di sempre migliori traguardi. Giuseppe Albanese Li, 6 Febbraio 2021

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