Na mamma è bona per ciento figli: significato dell’espressione napoletana

Napoletanità
Articolo di , 16 Feb 2021

 

Napoli ha creato una lingua molto vasta e capiente. Al suo interno sono presenti innumerevoli termini, tutti differenziati l’uno dall’altro. Per esprimere un concetto infatti, la lingua napoletana offre svariate opzioni tra cui scegliere, poiché per ognuno di essi esistono veramente tanti vocaboli diversi. E per rendere chiaro un pensiero sono stati inventati infiniti modi di dire. Questi ultimi rappresentano davvero un simbolo di appartenenza per la città, poiché farne uso significa far parte di un gruppo al quale l’espressione è chiara e rinomata.

La madre

La famiglia in Campania rappresenta indubbiamente un valore, il primo immancabile nella vita di un individuo. E ancor più il simbolo di quest’ultima è inquadrabile nella figura della madre. La mamma per i napoletani è la persona più cara al mondo, il punto di riferimento non soltanto nell’infanzia, nella quale è una presenza fondamentale e istruttiva, ma anche nel resto della propria vita, poiché permane un soggetto importante, simbolo di affidabilità, emblema di amore e dispensatore di attenzioni. La mamma è davvero una figura intoccabile.

Na mamma è bona pe cient figli

Tra gli infiniti modi di dire non possono di certo mancare alcuni su questa dea moderna. Alcuni provano a omaggiarla, altri a rendere note delle usanze sociali, altri ancora a esporre dei veri e propri problemi della società. Tra questi ultimi c’è indubbiamente “Na mamma è bona pe cient figli, ma cient figli nun so buon p na mamm”, anche noto come “Na mamma è bona pe cient figli, e cient figli nun campano na mamma”. La traduzione dei detti equivale a “Una mamma è buona per cento figli, ma cento figli non sono buoni per una mamma”, a significare che una mamma è sufficiente per cento figli, ma cento figli non riescono a esserlo per una sola mamma, e a “Una mamma è buona per cento figli, e cento figli non riescono a far campare una mamma”, simile al precedente, seppur volto più al fattore economico e a quello assistenziale.
L’espressione molto nota in Campania perciò sottolinea come il sentimento incomparabile, incondizionato e viscerale di una madre sia sicuramente corrisposto da un amore forte nei suoi confronti da parte dei suoi figli, ma che questi ultimi non riescono a contraccambiarla con la stessa devozione e la stessa capacità di metterla al primo posto, come la mamma fa con loro.

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