"Murmuliare", un termine napoletano per un'abitudine diffusa eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
“Murmuliare”, un termine napoletano per un’abitudine diffusa
G. Iengo

“Murmuliare”, un termine napoletano per un’abitudine diffusa

Alla scoperta dell'atto del murmuliare a Napoli.

La lingua napoletana è una lingua ricca di termini peculiari e caratteristici. La provenienza di questi ultimi non è univoca. Ognuno di essi, infatti, ha una storia alle spalle ben precisa, la cui nascita è dovuta a popoli diversi, a dominazioni varie e a realtà particolari che si sono susseguite nel territorio campano nel corso dei secoli. Alcuni, inoltre, devono i propri natali alla lingua nazionale stessa, dalla quale il napoletano prende spunto per poi modificarne i lemmi e renderli inconfondibilmente propri. Tra questi ve ne è uno molto usato in città: si tratta di murmuliare.

Murmuliare a Napoli

Il termine napoletano murmuliare affonda per l’appunto le sue radici in un vocabolo italiano, vale a dire nel lemma mormorare. Così come il termine natio, anche murmuliare si utilizza per riferirsi al parlare a voce bassa. Lo si usa, allo stesso modo, per definire l’azione del borbottare, perciò all’azione del bofonchiare lamenti.

Quest’ultimo fa inoltre da aggancio all’ulteriore senso che si attribuisce alla parola murmuliare, vale a dire a quello di lamentarsi di qualcuno, di criticarlo.
Chi murmulea fa maldicenza ed è insignito del titolo di murmuliatore. ‘O murmuliatore è infatti un pettegolo che si crogiola nell’atto della critica, che ama esprimere in compagnia il suo dissenso nei confronti di una terza persona.

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