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Movida a Napoli, scattano nuove regole: stop all’asporto dopo le 22 e locali chiusi entro l’una e mezza
A. Silvestri
5 Nov 2025 - 11:15
Foto Oak Napoli

Movida a Napoli, scattano nuove regole: stop all’asporto dopo le 22 e locali chiusi entro l’una e mezza

L’ordinanza del sindaco di Napoli interviene sulle zone più calde del centro storico: limiti agli orari, divieto di vendita per asporto e controlli intensificati per ridurre rumore e caos notturno.

La movida del centro storico di Napoli sta per subire un cambiamento significativo. Il Sindaco partenopeo, Gaetano Manfredi, ha firmato una nuova ordinanza che introduce regole più rigide per la gestione delle attività notturne in alcune delle aree più frequentate dai giovani: via Domenico Capitelli, vico Quercia, vico II Quercia, via Nina Moscati, via Cisterna dell’Olio e i relativi vicoli, nel cuore del centro storico della città. Il provvedimento, valido per due mesi a partire dalla pubblicazione, nasce dopo un confronto con gli organismi del Consiglio comunale e mira a ridurre l’inquinamento acustico e a regolamentare gli orari dei locali nelle zone dove la movida è più intensa.

Stop all’asporto dopo le 22 e chiusure anticipate

Tra le principali novità, arriva lo stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche nella fascia oraria che va dalle 22:00 alle 6:00.

Per i locali e gli esercizi commerciali, invece, scatta la chiusura anticipata:

  • Dalla domenica al giovedì alle 00:30,

  • Il venerdì e il sabato alle 01:30,
    con una tolleranza di 30 minuti per consentire la sistemazione degli spazi e il deflusso dei clienti.
    Le attività potranno riaprire dalle 6:00 del mattino.

Controlli e monitoraggi acustici in aumento

Accanto alle nuove limitazioni, il Comune annuncia anche controlli rafforzati e un nuovo monitoraggio acustico nelle aree interessate, per verificare il rispetto delle regole e valutare l’impatto delle misure nel tempo. Da Palazzo San Giacomo spiegano che “la ratio dell’ordinanza è garantire un equilibrio tra le esigenze di socialità e il diritto al riposo dei residenti. Napoli è una città viva e accogliente e tale deve rimanere; allo stesso tempo è dovere dell’Amministrazione tutelare la qualità della vita di chi abita nelle aree interessate”.

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