Movida Napoli, i locali si ribellano alle nuove regole: serrande abbassate alle 22 eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Movida Napoli, i locali si ribellano alle nuove regole: serrande abbassate alle 22
A. Silvestri
7 Nov 2025 - 11:19
Foto Oak Napoli

Movida Napoli, i locali si ribellano alle nuove regole: serrande abbassate alle 22

“Chiusi per Manfredi”: serrande abbassate e manifesti funebri nel cuore del centro storico contro il nuovo regolamento.

Serrande giù e manifesti funebri: la protesta ieri sera, nel cuore della movida di Napoli. “È venuto a mancare Vico Quercia”. Con un manifesto funebre affisso sulle porte chiuse dei bar e dei locali, i gestori delle attività del centro storico hanno dato il via a una protesta simbolica contro la nuova ordinanza sulla movida firmata dal sindaco Gaetano Manfredi. Sulle serrande abbassate campeggia la scritta: “Chiusi per Manfredi”, mentre il vicolo, solitamente animato da musica e voci fino a tarda notte di giovedì sera, si è spento poco dopo le 22, in un silenzio surreale.

Il regolamento che divide: stop all’asporto dalle 22

Il nuovo provvedimento comunale impone lo stop alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche e analcoliche da asporto dalle 22 alle 6 del mattino, per limitare gli eccessi della movida. La misura interessa diverse strade storiche del centro, tra cui via Domenico Capitelli, vico Quercia, vico II Quercia, via Nina Moscati, via Cisterna dell’Olio, vico II e vico III Cisterna dell’Olio.

Per i locali, inoltre, sono previsti nuovi orari di chiusura anticipata:

  • Dalla domenica al giovedì: chiusura alle 00:30

  • Il venerdì e sabato: chiusura alle 01:30, con una tolleranza di mezz’ora per permettere il deflusso dei clienti e la sistemazione degli spazi.

Le attività potranno riaprire solo a partire dalle 6:00 del mattino.


“Chiudiamo per farvi capire cosa significa spegnere un quartiere”

La protesta di ieri sera è nata spontaneamente tra i gestori dei locali di vico Quercia, una delle strade simbolo della nightlife partenopea. “Dopo l’ordinanza del sindaco Manfredi, le attività del vicolo chiuderanno alle 22:00 per ritrovarsi insieme in segno di protesta”, si legge nel post condiviso dai gestori di Oak Napoli, uno dei punti di riferimento della zona.

Un gesto condiviso e pacifico – scrivono – per ricordare che questa strada vive di lavoro, rispetto e comunità. Una scelta per far capire cosa vuol dire spegnere davvero un quartiere”. L’iniziativa ha raccolto rapidamente il sostegno di altri esercenti e dei clienti, che hanno partecipato alla chiusura simbolica come forma di dissenso, ma anche di dialogo con l’amministrazione comunale.

Tensione e dialogo: tra ordine pubblico e diritto al lavoro

La nuova ordinanza nasce dall’esigenza di contenere gli eccessi della movida e tutelare la vivibilità dei quartieri storici, ma rischia di mettere in ginocchio decine di piccole attività già provate dai rincari e dalle difficoltà. Molti commercianti chiedono un tavolo di confronto per trovare un equilibrio tra sicurezza, decoro e diritto al lavoro. “Chiudere prima non risolve i problemi – spiegano – li sposta semplicemente altrove”.

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