Addio Vincenzo Canzanella, maestro costumista napoletano: vestì Callas, Loren e tanti altri eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Addio Vincenzo Canzanella, maestro costumista napoletano: vestì Callas, Loren e tanti altri
A. Silvestri
3 Mar 2026 - 11:20
Foto Grandenapoli.it

Addio Vincenzo Canzanella, maestro costumista napoletano: vestì Callas, Loren e tanti altri

Dall’atelier del dopoguerra ai set internazionali: si spegne un simbolo dell’eleganza partenopea nel mondo.

Napoli perde uno dei suoi artigiani più preziosi. È morto Vincenzo Canzanella, storico maestro costumista e titolare della celebre sartoria teatrale e cinematografica che per decenni ha vestito il teatro, l’opera e il grande schermo internazionale. Con lui se ne va un pezzo di quella Napoli silenziosa e operosa che lavora dietro le quinte, dove ago e filo diventano magia scenica.

Dalla bottega del 1954 alla nascita della C.T.N. 75

La sua storia inizia nel 1954, quando giovanissimo varca la soglia della sartoria di Maria Consiglio Picone, icona dell’alta moda napoletana del dopoguerra. È lì che impara il valore del dettaglio, della precisione, del rispetto per il tessuto e per chi lo indosserà. Negli anni lavora per la nobiltà dell’epoca e per le prime produzioni teatrali, fino ad arrivare alla collaborazione con Eduardo De Filippo, con il Teatro San Carlo e con il mondo della danza internazionale.

Nel 1975 fonda la sua creatura: C.T.N. 75 – Costumi Teatrali Napoli, un laboratorio destinato a diventare un punto di riferimento mondiale nel settore dell’alto artigianato teatrale e cinematografico. Il trasferimento nel 2014 nei locali di Piazza Sant’Eligio segna un altro momento importante: nasce un museo permanente del costume storico, luogo della memoria e della bellezza.

Gli abiti che hanno fatto la storia del cinema

Dalla sartoria Canzanella sono usciti capolavori destinati a entrare nella storia. L’abito bianco di organza e merletti indossato da Claudia Cardinale ne Il Gattopardo, i costumi di Sophia Loren ne Il Viaggio, quelli di Ingrid Bergman in Giovanna d’Arco, fino ad alcuni pezzi del guardaroba di Audrey Hepburn in Vacanze Romane.

Indimenticabile l’episodio con Maria Callas nel 1963. La Divina si affidò a lui per una mise da concerto, chiedendogli con ironia: «Vincenzo, mi raccomando: fammi magra!». Nacque così uno straordinario abito nero e blu a forma di pavone, ricamato con vetri e paillettes, sei chili di pura arte che richiesero un mese e mezzo di lavoro.

Un’eredità che continua

La scomparsa di Vincenzo Canzanella lascia un vuoto profondo nel mondo della cultura napoletana. Ma la sua eredità non si spegne. Il testimone passa ai figli Davide e Luca, che da tempo portano avanti la tradizione di famiglia, custodendo quei segreti del mestiere che hanno reso il nome Canzanella sinonimo di eleganza partenopea nel mondo.

Noi abbiamo avuto il piacere di intervistarlo appena un anno fa. Oggi Napoli lo saluta con gratitudine.

Addio, Maestro.

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