Carnevale con il Migliaccio napoletano
Il migliaccio napoletano è un dolce tipico che si mangia nel periodo di Carnevale e Pasqua. Ecco come prepararlo
Il migliaccio napoletano è il tipico dolce che si mangia nel periodo di Carnevale e di Pasqua. È una specie di polenta cotta al forno o fritta dal sapore delicato che ricorda la pastiera ed ha un profumo fortemente aromatico. Nel Medioevo era molto diffuso nella zona Vesuviana e il cosiddetto“Milliaccium” ossia “pane di miglio” era una gustosa focaccia che veniva preparata con una farina, appunto, a base di miglio.
Il Migliaccio è fondamentalmente una versione povera della sfogliatella fatto con ingredienti molto semplici come uova, latte, zucchero, semolino e ricotta, ma di varianti ce ne sono tante. Non esiste una vera e propria ricetta originale in quanto ogni famiglia tende a seguire quella tramandata da generazioni, c’è infatti anche chi lo prepara salato.
Una leccornia per adulti e bambini, un dolce calorico ma molto delicato che merita la sua presenza sulle tavole!
Ingredienti
- Semola di grano duro gr 250
- Latte intero fresco litri 1
- Acqua gr 250
- Burro gr 100
- Zucchero semolato gr 500
- Ricotta tipo Roma gr 500
- Uova 10
- Limone fresco 1
- Cedro candito gr 100
- Sale un pizzico
Preparazione
Portare a bollore il latte, il burro e l’acqua insieme con un pizzico di sale. Versare a pioggia il semolino e rigirare continuamente nel tegame fino a cottura a fuoco meno che moderato. Il composto ottenuto deve staccarsi dalla parete del tegame. Coprire con un velo di zucchero per evitare si faccia la crosta e lasciare intiepidire. Poi versare lo zucchero rimanente. Mescolare. Aggiungere la ricotta e mescolare. Aggiungere le uova a parte sbattute in una ciotola. Amalgamare il composto. Infine, unire la buccia del limone grattugiata e il cedro a pezzettini.
Versare in una tortiera per pastiera unta con il burro. Mettere in forno a 180 ° per un ora circa. Sulla crosta aggiungere un velo di zucchero semolato. Si consuma tiepido, ma anche freddo.
Ricetta ripresa dal sito www.lucianopignataro.it

