"Mettere 'a coppa": il significato del curioso detto napoletano eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
“Mettere ‘a coppa”: il significato del curioso detto napoletano
C. Pezzella

“Mettere ‘a coppa”: il significato del curioso detto napoletano

Quante volte in una conversazione abbiamo detto al nostro interlocutore "e mò vuò mettere 'a coppa"? Ecco il significato di quest'espressione e perché si dice così!

La cultura napoletana echeggia tra i vicoli della Città della Sirena da secoli. A tutt’oggi, grazie alle chiacchiere da bar, ai vicinati più vivaci e alle perle di saggezza dei più anziani, il napoletano vive, brilla di luce propria e continua ad essere tramandato di generazione in generazione. Ovviamente, non è possibile preservare ogni termine appartenente all’idioma, sia per l’arcaicità di alcune forme che per le situazioni alle quali i proverbi erano legati, non più appartenenti agli assetti sociali contemporanei. Eppure, sono innumerevoli le espressioni tipiche che, tutt’oggi, il popolo napoletano preserva, usa ed abusa, in determinate circostanza. “Mettere ‘a coppa” è, sicuramente, uno di essi. Scopriamone, dunque, il vero significato.

Il significato di “mettere ‘a coppa”  

Per un napoletano, utilizzare espressioni come “mettere ‘a coppa”  risulta all’ordine del giorno. Ciò nonostante, per i meno avvezzi all’idioma, potrebbe risultare difficile interpretare il detto a dovere. Tradotto direttamente dal napoletano all’italiano, esso si traduce in “porre (mettere) al di sopra”, relativo a fandonie di sorta. Alla luce dei presupposti, pare chiaro che con “mettere ‘a coppa” si punti il dito nei confronti di coloro i qual millantino velleità prive di riscontro pratico in un qualsivoglia tipo di ambito, ingigantendo i discorsi in modo tale da riscuotere gli apprezzamenti dell’interlocutore. Non solo, “mettere ‘a coppa”  viene, talvolta, utilizzato in quei contesti in cui si riscontrino aggravanti per una tale condizione o, nel momento in cui, durante una conversazione, uno degli interlocutori risponda ricordando una condizione di sconforto simile a quella esplicata dalla seconda parte per la quale, a suo dire, si sia ritrovato in circostanze peggiori di quelle citate.

L’etimologia di “‘a coppa/’ncoppa” 

Lo si traduce in “sopra” o “al di sopra”, in italiano e, nell’idioma partenopeo, trova spazio in diversi contesti. Viene usato come avverbio di luogo, dunque nella medesima maniera dell’italiano, ma anche per giurare su qualcuno o assegnare qualcosa. Troviamo “‘a coppa” in alcune accezioni riferite a fatti o cose reiterate nel tempo, specie quando si succedono rapidamente. Il termine deriva dal latino “cuppa(m)”, corrispondente alla parte posta al di sopra, sul retro della testa.

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