“Mazz’ e panell’ fanne ‘e figli bell”: significato ed origine del celebre detto

Martina Guaccio

La saggezza popolare non sbaglia mai. Ancor di più se ben radicata nella tradizione della propria città. Quante verità, quanti insegnamenti, seppure a distanza di secoli, vengono tramandati di generazione in generazione attraverso la lingua napoletana?

Ebbene, i napoletani si sa, danno grande importanza ai valori familiari, ai genitori ed in particolare a mammà che svolge un ruolo fondamentale nella formazione e nell’educazione dei piccoli scugnizzi. A tal proposito, la tradizione popolare, sotto forma di un proverbio ad hoc, spiega, in parole semplici, come educare i figli:

 

Mazz’ e panell’ fanne ‘e figli bell’. Panell’ senza mazz’ fann e’ figl pazz’

 

Il significato

L’educazione è soggettiva, difficile e complessa da trasmettere ai propri figli; non vi sono regole precise, non ci sono istruzioni da seguire. In questo caso, il detto popolare, attraverso due strumenti figurati, la mazza e  “panell’ “, (una sorta di panino dolce), ci suggerisce il segreto di una buona educazione, da ritrovare nel giusto compromesso tra il rigore e la comprensione, la severità e la dolcezza. Un po’ come con il bastone e la carota della tradizione popolare italiana, i figli cresceranno bene con una buona dose di permissività (panell’) e di fermezza (mazz’); al contrario diventeranno dei maleducati (pazz’) se cresciuti senza regole.

 

Un proverbio questo, che conosce diverse varianti a seconda del luogo, dalla versione avellineseMazze e panelle fannu li figli belli, panelle senza mazze fanno li figli pacci”,  a quella foggiana, “Mazze e panellë fanne li figghie bbelle, péne e ssenza mazze fanne li figghie pazze“.

 

Insomma, un detto largamente condiviso dalla nostra tradizione popolare, soprattutto nel sud Italia.

 

Ma qual è l’origine di questo proverbio?

Non si hanno notizie certe a riguardo, ma, come è ben noto, i Latini erano soliti divulgare delle massime, delle vere e proprie perle di saggezza.  Il celebre proverbio latino, preso dalla BibbiaQui parcit virgae, odit filium suum”, potrebbe tranquillamente essere l’antenato del nostro “ Mazz’ e panell’ ”, che recita anche nella variante “Chi se sparagna ‘a mazza, nun vò bbene ‘e figlie”.



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