Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio: una storia d’amore appassionata

Sveva Di Palma

 

Il ventre di Napoli è il titolo dell’opera di una scrittrice entrata nella storia, Matilde Serao. Nata a Patrasso, in Grecia, ma naturalizzata napoletana, è diventata famosa per la sua scrittura esplosiva e al contempo realista. Le sue doti di scrittrice, tuttavia, non sono la sola ragione della sua fama imperitura.

 

L’amore – come sempre – riesce a connettere e creare legami che sfidano la propria stessa durata, forti connessioni spirituali, intellettuali, culturali. La storia di Matilde Serao è anche e soprattutto una storia di affinità elettive. Napoli e Matilde sarebbero state le stesse se non fosse esistito Edoardo Scarfoglio? Il matrimonio, la dolcezza, il costruire insieme.

 

Galeotto fu l’incontro tra la scrittrice ed il poeta, scrittore e giornalista all’interno della redazione del Capitan Fracassa. Il giornale era nato dalla tenacia delle ventiseienne Matilde, curiosa di creare ed esplorare le realtà al di fuori di Napoli. Nonostante la sua profonda abnegazione nello studio e nel leggere questa terra meridionale, complicata e bellissima, la Serao nutriva la speranza di allargare le sue vedute.

 

L’avventura del Capitan Fracassa genera un connubio letterario ed umano definitivo, importantissimo. «Questa donna tanto convenzionale e pettegola e falsa tra la gente e tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta nell’intimità, tanto vanitosa con gli altri e tanto umile meco, tanto brutta nella vita comune e tanto bella nei momenti dell’amore, tanto incorreggibile e arruffona e tanto docile agli insegnamenti, mi piace troppo, troppo, troppo» scrive Scarfoglio in una lettera ad un’amica. La passione tra i due scoppia, ed è tenera, intellettuale e fatale. Il 28 febbraio 1885 Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao si sposano. I tempi sono strani, a cavallo tra un secolo ed un altro. La questione meridionale si profila come un tema maggiore, il Sud soggetto ed ostaggio di una varietà culturale ed economica indefinibile.

Corriere di Napoli e Corriere di Roma

Il tempo del giornalismo è maturo, la denuncia socio-culturale è alla base del lavoro di Serao e Scarfoglio. Nascono da questo connubio, matrimonio spirituale ed umano, due giornali storici: Il Corriere di Napoli ed Il Corriere di Roma. Il fattore interessante di questo tipo di giornalismo era lo studio antropologico. La trasposizione in romanzo, da cronaca a letteratura, avviene in romanzi come Cuore infermo Addio amore.  Scarfoglio e la Serao sono innamorati l’uno dell’altro e del mondo, della sua dimensione umana. Scarfoglio – uomo di società oltre che di cultura – fu conosciuto ed immortalato da grandi artisti dell’epoca come Vincenzo Gemito. 

Le velleità di Scarfoglio sono poetiche, oltre che giornalistiche. Il suo spirito sensibile compone in versi una città, Napoli, ed un amore, per Matilde, tanto profondo quanto instabile. Il ventre di Napoli non è solo, dunque, l’anima di un luogo, ma il cuore di una donna.

Il Mattino

Il grande obiettivo comune dei due coniugi Scarfoglio – ovvero creare un giornale locale, in grado di farsi baluardo di un luogo, di una città – si concretizza quando viene fondato Il Mattino. Un progetto che rimarrà intatto nei secoli, fedele al suo scopo primario: accendere i fari su Napoli e e sul Mezzogiorno in generale. Dal 1962, la sede primaria del Mattino è situata a Via Chiatamone .

La collaborazione tra i due coniugi. tuttavia, cominciò ad incrinarsi quando l’infedeltà di Scarfoglio iniziò a venire galla.

La Serao scrive Il ventre di Napoli in un momento d’oro, in cui carriera e sentimento vanno a braccetto, di pari passo.  Il suo amore con Scarfoglio è giovane, fresco, neonato. Lentamente, questa complicità si logora, fino all’abbandono definitivo nel 1903.

I tradimenti

Molteplici, reiterati, incoercibili. I molteplici tradimenti di Edoardo Scarfoglio portarono la storia d’amore che definì Napoli ad una fine ineluttabile. Lentamente, i nomi delle amanti iniziarono a venir fuori senza sosta: senza dubbio quella che si conosce meglio è Gabrielle Bessard. Nel 1904, la giovane cantante parigina, si presentò alla porta della Serao con un biglietto per Scarfoglio ed una bambina: Paolina.

Nel biglietto, si leggeva: “Perdonami se vengo ad uccidermi alla tua porta come un cane fedele. Ti amo sempre”.

Paolina fu accettata ed accudita da Matilde Serao, spirito materno ed ambizioso, spinto dall’idea di bene universale. Il suo matrimonio con Scarfoglio, tuttavia, subì il peso di quel tradimento grande, quella morte dolorosa ed inutile. Matilde fu tradita ancora – molte volte – prima di abbandonare definitivamente Scarfoglio e dedicarsi ad una vita indipendente, diversa.

Nonostante la prolifica carriera letteraria, la Serao si risposò ed ebbe altri figli. Scarfoglio, invece, rimase solo. Il suo unico faro, la sua bussola interiore ed artistica fu sempre la Serao, a testimonianza di un amore che trascende le definizioni, le classificazioni.

Amore è amore anche quando cambia, quando muta e si trasforma. L’incontro delle anime rimane tale, va oltre le fragilità della carne, le debolezze, è un incontro eterno.

 



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