La prima volta di Maradona al San Paolo: era il 5 luglio 1984

Era luglio. Il caldo, il sole, 70/80mila assiepati là, solo per assicurarsi che fosse vero. Per dare concretezza al sogno di vederlo davvero al Napoli: la prima volta di Maradona al San Paolo.

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 05 Lug 2022
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Foto tratta da Youtube

Quando racconterete, o racconteremo, di Napoli, della gente e della tradizione della città, dei suoi re e di come si è evoluta la storia nei secoli, nessuno potrà mai evitare di parlare delle gesta di uno straniero napoletano che un pomeriggio di luglio divenne – all’ insaputa di tutti , forse anche di sé stesso – il Re moderno più luminoso della storia della nostra città.

La prima volta di Maradona al San Paolo

L’annuncio qualche giorno prima: i festeggiamenti notturni, e poi l’ attesa della presentazione.

Era luglio. Il caldo, il sole, 70/80mila assiepati là, solo per assicurarsi che fosse vero. Per dare concretezza ad una speranza, al sogno di vederlo davvero al Napoli.

Una corsa in auto, fino allo stadio San Paolo, scortato dai Falchi in auto civetta, tra il traffico di città. Il tragitto nel sottopasso, fino al fossato che divide le tribune dal rettangolo, dal suo regno che adesso è il suo tempio. E poi, l’uscita dagli spogliatoi.

Si fermò solo un secondo nella luce, guardando con stupore cosa e quanti lo attendevano, sudati e trepidanti. Giornalisti, fotografi, tifosi e anime venute a vedere se fosse tutto reale.
Due passi, pochi palleggi, una shirt sponsor e una tuta (quasi un pigiama) che copriva le sue gambe, le armi per vincere le tante avversità della sua vita.

Ciao napolitani”, e il sorriso di chi non sa cosa dire, della timidezza, dell’incoscienza, di chi non sa cosa gli riserva il futuro.

Accadde. Accadde tutto. Era il 5 luglio del 1984: l’ Avvento.

Non è stata una favola, ma una favolosa realtà. Quando il più umano tra gli dei rese possibile ciò che nessuno credeva potesse accadere a Napoli. Quando il re, il re degli ultimi, giunse e diede al popolo degli ultimi coscienza e libertà.

A te D10S, oggi alle ore 18.00. “Ciao napolitani”, una palla scagliata verso il cielo, che avrai poi recuperato quando sei tornato da dove sei venuto. Dal paradiso, che ti attendeva.
Ci manchi.

Grazie per averci donato la tua eternità. Grazie dalla tua gente, che ti ha dato amore incondizionato. E che la nostra storia sempre ricorderà.

Articolo di OltreAceto (E.A.)

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