Mannaggi’o suricill e pezzanfose! Cosa significa?

Curiosità
Articolo di , 23 Mar 2021

 

La tradizione culturale partenopea prende le sue radici dalla saggezza popolare degli abitanti della sua città. È proprio da questa saggezza particolare, irriverente e unica che prendono spunto detti e modi di dire che possiamo riconoscere solo a Napoli.

 

Il linguaggio partenopeo è tra i più coloriti ed esplicativi del mondo, e questo modo di essere sinceri e diretti, e soprattutto senza troppe imprecazioni, trova il suo acume nelle espressioni, nei proverbi e nei modi di dire.

La particolarità della lingua napoletana consiste nel sapere rendere perfettamente in maniera anche simpatica o simbolica, le più disparate sfumature di linguaggio. Ed è qui che trovano spazio proverbi e frasi fatte che spiegano un concetto, anche complicato, in modo semplicistico e comprensibile ai più: perché si sa, certe frasi particolari aiutano a “rendere l’idea”!

 

Un solo proverbio, mille sfumature!

Uno dei proverbi più particolari annoverati tra i modi di dire a Napoli è “Mannaggi’o suricill e pezzanfose!”. Spesso lo ritroviamo quando qualcosa non va. Ma cosa significa? Da dove proviene? Il significato è molto semplice ma al tempo stesso particolare e caratteristico.

 

Questo detto, infatti si usa quando parliamo di un qualcosa di poco conto, che poteva andar peggio ma che comunque è andato male. Un modo per prendere con ironia una situazione e renderla talvolta simpatica! Il detto, dunque, è un’imprecazione di chi vuole astenersi dal pronunciarne un’altra ben più grave.

 

Renato De Falco, scrittore e autore napoletano, scrisse che il suricillo si riferiva al grumo di polvere che si formava nel momento in cui una pezza n’fosa, bagnata, veniva sfregata frettolosamente sulla pelle.

 

Altri credono sia da trarre l’origine di questo detto da un altro ancora: “Mannagg e piripillo e ‘a pippilosa” dove per piripillo si intende il pene e per pippilosa la vagina.  In seguito, dunque “Mannaggi’o suticill e pezzanfose!” potrebbe riferirsi ad un atto sessuale.

 

Molti, al contrario, si sono soffermati sull’origine del detto, credendo fermamente che quest’ultimo si riferisca maggiormente ad una maledizione fatta al topolino a causa di uno straccio umido posto su una damigiana: se si tratta della damigiana dell’olio, alimento di cui i topi sono ghiotti, e lo stoppaccio è per qualche strano motivo saltato, il topo riesce ad immergere la sua coda all’interno del liquido, garantendo così un’imprecazione detta per giusta causa!

 

Oppure, semplicemente, il modo di dire si riferisce alle pezze umide che si introducevano sotto alle porte per non far entrare i topolini.

 

Insomma, un’espressione che ci accompagna da sempre e che grazie ai nostri nonni, e a chi ne ha studiato l’origine, conosciamo in tutte le sue possibili sfumature!

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