Male Parole napoletane: versione per il gentil sesso [vol. 2] eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Male Parole napoletane: versione per il gentil sesso [vol. 2]
G. Maiolini
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Male Parole napoletane: versione per il gentil sesso [vol. 2]

Continua la rubrica su improperi e male parole nei confronti del gentil sesso, a modello della Gatta Cenerentola.

Riprendiamo il discorso e la lezione sulle male parole per il gentil sesso già iniziato nel vol. 1.

Se non lo avete letto, è condizione di obbligo morale recuperare la prima parte di questa guida all’insulto gentile, elegante, colto. Chi ha detto che solo l’elogio deve essere infiocchettato e di spessore? Anche nell’improperio, il gentiluomo o la gentildonna può mostrare la propria superiorità culturale attraverso l’uso preciso e consapevole delle male parole antiche del gergo napoletano.

Magari pescando a piene mani dalla letteratura partenopea, come nel caso della Gatta Cenerentola.

Bando alle ciance e proseguiamo il nostro discorso di… relativa eleganza. Si ricorda che nella lettura dei titoli delle male parole, va seguita la regola della pronuncia e interpretazione adatta a voler maledire la malcapitata l’interlocutrice.

1) Spitalera!

Non che ci sia nulla di male a lavorare in ospedale al servizio dei bisognosi. Ma qualcuno forse saprà che le infermiere, per via del fatto che lavorassero di notte, a contatto con pazienti maschi e in prossimità di letti su cui consumare l’amplesso, fossero tacciate di prostituzione. 
Di conseguenza il significato è donnaccia. 

2) Guitta!

Forse quella che oggi potremmo chiamare cleptomane. È una ladruncola che arraffa quel che può appena ne ha l’occasione, una donna menzognera e di basso profilo etico, culturale e umano.

3) Pisciapettola!

Il rimando all’urina è ovvio e scontato. Indica una donna incontinente, che non riesce a contenere lo stimolo della pipì e finisce per urinarsi rovinosamente addosso. Un insulto davvero infido e cattivo. La pettola sta a indicare il lembo inferiore della camicia. Immagine ancora più chiara dell’umiliazione e del senso del ridicolo, il fatto che sia incontinente è sotto agli occhi di tutti, poiché si macchia perfino i panni che porta indosso.

4) Chiarcolla!

Deriva da chiarco ossia l’espettorato nasale – avevate fame e ve l’abbiamo fatta passare? Provate a guardare questo articolo – indica quindi lo sporco, la zuzzimma e anche, come per pisciapettola, l’incapacità di badare a se stessi e alla propria immagine. L’immagine che abbiamo davanti è di una donna sudicia, sporca in viso per i suoi stessi muchi.

5) Muzzecutola!

Donna pettegola, acida e malalingua, che ha sempre qualcosa di cattivo da dire a qualcuno. Una lingua pungente, mordace. Una vera capera malvagia. L’origine semantica del termine è quella del verbo muzzecare ossia mordere, ciò che fa con la sua lingua da serpente.

6) Bavosa!

Donna invidiosa, con la bava alla bocca poiché non ha ciò che brama nella vita di qualcun altro. Se, anticamente, ciò che poteva far nascere tutta questa invidia in seno ad una donna era il fatto che non avesse trovato marito, adesso la locuzione può facilmente adattarsi a qualsiasi tipo di bene della vita da ammirare e invidiare gelosamente: soldi, lavoro, fortuna, sesso.

7) Stuppagliosa!

Deriva da stuppaglio ossia stoppaccio, tappo umido fatto di stracci. Allo stesso modo il termine rimanda ad una donnaccia furba e senza scrupoli, spregevole, piena di cazzimma e di malvagità, sudicia e pericolosa.

 

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