Magma sotto l’Appenino nel Sannio Matese, potrebbe causare terremoti

Paola Palmieri
Magma sotto l’Appenino nel Sannio Matese, potrebbe causare terremoti
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Secondo uno studio esiste una sorgente di magma sotto l’Appennino nel Sannio Matese che potrebbe causare forti terremoti. 

 

Secondo uno studio effettuato da un gruppo di ricerca dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia, sotto l’Appenino meridionale, nella zona del Sannio-Matese in Campania, esiste una sorgente di magma che potrebbe causare forti terremoti. 

 

Francesca Di Luccio, geofisico Ingv e coordinatore, con Guido Ventura, del gruppo di ricerca spiega: “Le catene montuose sono generalmente caratterizzate da terremoti riconducibili all’attivazione di faglie che si muovono in risposta a sforzi tettonici,tuttavia, studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel dicembre 2013-2014 nell’area del Sannio-Matese con magnitudo massima 5, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 km di profondità. Un’anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza, tra 10 e 25 km, rispetto a quella più superficiale dell’area, tra 10-15 km, ma anche alle forme d’onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche».

 

Questa scoperta “Seismic signature of active intrusions in mountain chains” è stata pubblicata sulla rivista internazionale Science Advances, i dati raccolti dagli scienziati hanno evidenziato che i gas rilasciati da questa intrusione di magma sono costituiti da anidride carbonica, che arriva in superficie come gas libero oppure si discioglie negli acquiferi di quest’area dell’Appenino meridionale.

 

Guido Ventura aggiunge: “Questo studio, apre nuove strade alla identificazione delle zone di risalita del magma nelle catene montuose e mette in evidenza come tali intrusioni possano generare terremoti con magnitudo significativa”. 

 

Mentre il geochimico Ingv Giovanni Chiodini afferma: “È da escludere che il magma che ha attraversato la crosta nella zona del Matese possa arrivare in superficie formando un vulcano,tuttavia se l’attuale processo di accumulo di magma nella crosta dovesse continuare non è da escludere che, alla scala dei tempi geologici (ossia migliaia di anni), si possa formare una struttura vulcanica”.

 

(Fonte Corriere del Mezzogiorno.it)



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