Madre Flora, storia di una fedele della Casa del Volto Santo ai Ponti Rossi

Giovanna Iengo

Tra i tanti personaggi credenti del napoletano ce n’è una dalla storia molto particolare. Si tratta di Madre Flora e del suo Volto Santo.

 

La storia di Napoli è davvero inscindibile da quella della sua fede. Ci sono narrazioni e racconti lunghi secoli. Il legame è coeso ancor più grazie all’esistenza di molteplici fedeli presenti in Campania. E tra questi vi è certamente Madre Flora.

 

Madre Flora

La fedele ha una storia ricca e articolata. Nacque nel 1899 nel borgo di Sant’Antonio in condizioni molto precarie, vivendo un’infanzia in piena povertà. E fin dalla giovinezza la sua vita fu costellata di lutti e sofferenze gravi. A soli diciannove anni si unì in matrimonio a un uomo molto più grande di lei. Si trattava di Ernesto De Santis, un commendatore di ben quarantacinque anni. L’uomo lavorava in banca a Meta di Sorrento, per cui i coniugi vissero lì per un periodo. L’unione fu idilliaca, soprattutto sotto il profilo spirituale. I due erano molto credenti, molto altruisti coi più deboli e Madre Flora era solita pregare un Volto Sacro di Gesù, disegnato dalla pittrice Rina Maluta e ritagliato dalla fedele dal frontespizio di Crociata Missionaria.

L’avvenimento cruciale

Il 10 febbraio del 1932 un avvenimento defibrillò l’ormai tranquilla vita della donna. Durante il Mercoledì delle Ceneri, aveva preparato come suo solito il pranzo per i bisognosi che erano abituati a recarsi al suo appartamento per ricevere le vivande amorevolmente cucinate. Ma d’un tratto, mentre la fedele era intenta nel suo rituale devoto, il Signore le lanciò un messaggio. D’improvviso una luce brillante illuminò la cara immagine votiva del Volto Santo che si umanizzò. E l’Altissimo pronunciò queste parole  “Flora, guarda questo volto tanto offeso ed ingiuriato; amalo e fallo amare” .

La Sua volontà

La donna perciò, commossa dal momento, decise di dedicare la sua vita allo scopo regalatole dal suo Dio. Improntò tutta la sua esistenza al fine unico di far conoscere la vera fede, l’amore per le sacre scritture, la dedizione al Volto di Cristo e la carità nei confronti dei meno fortunati. In quel periodo cominciarono guerre e con esse tante difficoltà economiche e sanitarie. Fu attorniata da un amore caldo e in tanti ne apprezzarono la bontà e riconobbero nella donna una prescelta. Per cui molte furono le offerte che ricevette in onore dei bisognosi. E a loro destinò i suoi averi, quelli ricevuti dalle persone comuni e tutto il suo amore.

La Casa del Volto Santo

Tra i suoi scopi c’era quello di realizzare la Casa del Volto Santo, nel quartiere dei Ponti Rossi, sito sulla Collina di Capodimonte. E ci riuscì. Lì il monsignor Giuseppe de Nicola, vicario della diocesi di Napoli, celebrò l’Eucaristia domenicale e quella dei giorni festivi.



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