L’università Federico II scelta da Merck per un centro di ricerca della fertilità

Paola Palmieri
L’università Federico II scelta da Merck per un centro di ricerca della fertilità
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Alla Federico II il Fertility Training Center per la formazione di ginecologi ed embriologi provenienti da tutto il mondo

L’Universita Federico II di Napoli è stata scelta dalla Merck, la multinazionale scientifica e tecnologica nei settori della sanità per aprire un nuovo centro di ricerca. Il Fertility Training Center per la formazione di ginecologi ed embriologi provenienti da tutto il mondo e un hub tecnologico, che include tutte le attività di innovazione della divisione Fertility.

 

La multinazionale ha scelto l’ateneo partenopeo in seguito ad una competizione globale aperta a tutto il mondo. I due centri fanno parte del MIP, Programma di Innovazione Medica per la riproduzione umana, con oltre 3 milioni di euro di investimenti previsti per promuovere l’innovazione nel campo della fertilità.

 

Il programma, realizzato grazie all’alleanza con Regione Campania e Federico II, prevede la creazione di una “rete collaborativa” basata su un approccio di Open Innovation con l’obiettivo di tradurre la scienza biomedica in applicazioni cliniche concrete, fornendo finanziamenti e supporto durante il processo di traslazione, caratterizzato da un approccio multidisciplinare e collaborativo.

 

Antonio Messina a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia ha spiegato:Da oltre tre secoli e mezzo promuove l’innovazione nel campo della salute, attraverso azioni concrete e iniziative che vanno oltre il farmaco per fare una reale differenza nella vita delle persone. Dopo la Puglia possiamo ora annoverare anche la Campania tra le Regioni in cui stiamo investendo. Siamo orgogliosi di poter contribuire con queste iniziative alla valorizzazione del Sud e dei suoi talenti”.

 

Mentre Salvatore Longobardi, Senior Global Medical Director Fertility Merck ha affermato: Il MIP supporta la ricerca nel campo della riproduzione umana nelle sue fasi iniziali, mettendo in contatto i partecipanti e i loro gruppi di ricerca con una gamma di esperti e di servizi innovativi, offrendo tecnologie all’avanguardia e supporto costante durante l’intera fase di sviluppo”. La rete coinvolgerà medici, ricercatori, embriologi e ingegneri per testare approcci che aiutino a sviluppare e tradurre la ricerca e le tecnologie nella pratica clinica.

 

L’Università degli Studi di Napoli Federico II offrirà l’accesso ai servizi di: biosensing; bioimaging; impianto e inseminazione su chip; bioreattoristica; consegna di agenti bioattivi mediante nanocarrier degradabili e nanoemulsione.

(Fonte la Repubblica.it)



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