I lucchetti dell’amore invadono Napoli ed i musei

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I lucchetti dell’amore invadono Napoli ed i musei
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Un lucchetto per sigillare il proprio amore, un lucchetto che affaccia sul mare e si perde nell’infinità dell’orizzonte.
Passeggiando per le strade di Napoli, in tanti li notiamo e pensiamo “dannato Moccia!” oppure ci facciamo prendere anche noi dal gesto romantico più in voga di tutti, e andare a comprare un lucchetto dell’amore.
Se bene in tanti pensiamo che il merito, o demerito, sia del famoso film, classe 2004, “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, questa usanza è molto diffusa in tutto il mondo, e da molti secoli.

I lucchetti dell’amore, infatti, non si trovano solamente sul Ponte Milvio di Roma, dove hanno creato non pochi problemi. Un giorno, camminando per le strade di Parigi, li ho ritrovati ovunque, ad invadere ogni angolo dei numerosi ponti che sovrastano il fiume Senna. Li ho ritrovati anche a Praga, in alcuni punti del ponte degli artisti. Poi tornata a Napoli, ho iniziato a notarli anche qui, alle ringhiere ed inferriate del nostro bellissimo lungomare. Dunque mi sono chiesta: com’è possibile che un solo film, abbia potuto tutto ciò?
E ho iniziato qualche ricerca…

Paese che vai usanza che trovi: i lucchetti dell’amore nel mondo

Anticamente l’amore si sigillava applicando dei lucchetti alle cinture di castità, rinchiudendo le “principesse” dietro le stanze (con lucchetto) dei Castelli, e via discorrendo. Oggi per fortuna le usanze sono cambiate e in ogni paese è possibile ritrovare i lucchetti agganciati da qualche parte.

Invenzione del 207 a.c. i lucchetti non vengono usati solo dalle coppie innamorate, ma anche simbolicamente da chi vuole legare, o abbandonare (dunque chiudersi alle spalle), pensieri e ricordi.
Sulla Grande Muraglia cinese, i lucchetti vengono messi con un nastro rosso, per buon augurio mentre in un isola della Cina, Huang Shang, al lucchetto dell’amore è dedicato addirittura un monumento.
In Giappone, il ponte di Kobe, ovvero il ponte sospeso più lungo del mondo, è addirittura interamente ricoperto dai lucchetti e quello di Roma di cui parlavamo in precedenza, ne è stato talmente invaso che per ragioni di sicurezza i lucchetti sono stati rimossi, ma niente paura… si trovano ora nel museo preistorico etnografico Pigorini all’Eur, come opera contemporanea, accanto ai capolavori dell’arte degli Aztechi!

Lucchetti non solo per innamorati

E’ un’usanza degli studenti fiorentini, da diverse generazioni, chiudere il lucchetto del proprio armadietto e lanciarne la chiave dal Ponte Vecchio, una volta finiti gli studi. E prima ancora era usanza di chi tornava dalla guerra, agganciare alle grate delle caserme i propri lucchetti come simbolo del ritorno a casa.
A Zòcalo in Città del Messico, il lucchetto viene applicato per suggellare una promessa con il divino, poichè si narra che Raimondo Nonnato, religioso spagnolo del 1200, una volta arrestato, continuò a convertire musulmani anche da dietro le sbarre della prigione e per punizione gli chiusero la bocca con un lucchetto. Fu poi beatificato e canonizzato quattrocento anni dopo dalla Chiesa cattolica.

Dove trovare e comprare i lucchetti dell’amore a Napoli

Le zone di Napoli dove è possibile chiudere “per sempre” il proprio lucchetto, sono davvero tante, le preferite però, sono quelle che affacciano sul mare, guardando il nostro bellissimo Golfo di Napoli. Dunque luoghi come il lungomare Caracciolo o i belvedere e le terrazze del Virgiliano e di tutta la zona Posillipo, sono le prefertite.

Acquistare invece un lucchetto, o catenaccio come preferite chiamarlo, è ancora più semplice poichè basta andare in un qualsiasi fabbro (e a Napoli ce ne sono davvero tanti) oppure da un Chiavettiere (colui che si occupa principalmente di chiavi e serrature, fondamentalmente una ferramenta).
Nelle zone del centro storico di Napoli ce ne sono davvero tanti, sparsi per lo più nei vicoli. Ma anche la zona di Garibaldi e dintorni ne è piena.

Allora, tutti pronti a mettere le proprie iniziali su un catenaccio? Esprimete un desiderio…

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