Long Covid, sintomi diversi per ogni variante: come riconoscerli?
Ad ogni variante il suo Long Covid: a suggerirlo è uno studio italiano che aiuta a riconoscere i "postumi" di ogni evoluzione del Covid
Long Covid: la nuova ricerca sarà presentata al Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid). Lo studio suggerisce che i sintomi legati al Long Covid potrebbero essere diversi nelle persone che sono contagiate con diverse varianti. Oltre la metà dei sopravvissuti, secondo le stime, presenta sintomi post covid. La condizione di Long Covid può colpire chiunque: anziani e giovani, sani e con malattie preesistenti.
Il Long Covid, inoltre, si presenta a prescindere dall’intensità della malattia. Vediamo quali sono i sintomi più ricorrenti.
Long Covid: quali sono i sintomi più diffusi?
Lo studio ha individuato una serie di sintomi ricorrenti – con una frequenza più o meno costante – a seconda dei soggetti presi in esame. Circa tre quarti, il 76% (cioè 325 su 428), hanno riportato almeno un sintomo persistente. I sintomi più comuni riportati sono stati: mancanza di respiro (37%) e affaticamento cronico (36%), seguiti da problemi di sonno (16%), problemi visivi (13%) e nebbia cerebrale (13%).
Le analisi suggeriscono che le persone con forme più gravi, che hanno richiesto l’uso di farmaci immunosoppressori come tocilizumab, avevano 6 volte più probabilità di riportare sintomi di Long Covid.
Nell’ambito della ricerca, i sintomi segnalati dai pazienti infetti tra marzo e dicembre 2020 con quelli infetti tra gennaio e aprile 2021 mostrano un cambiamento. I ricercatori hanno rilevato che, quando a dominare era Alfa, la prevalenza di mialgia (dolori muscolari), insonnia, nebbia cerebrale e ansia/depressione aumentava significativamente. Invece, l’anosmia (perdita dell’olfatto) e disgeusia (difficoltà a deglutire), così come i problemi di udito erano meno comuni.
Come sappiamo, nell’ultima evoluzione del covid (Omicron), la sintomatologia del post covid non prevede anosmia.

