Il listello di ferro: una delle meraviglie nascoste di Napoli

Carla Glorioso
Il listello di ferro: una delle meraviglie nascoste di Napoli
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Meravigliarsi a Napoli è all’ordine del giorno. Nei posti più impensabili si nascondono reperti di straordinaria importanza storica è il caso del misterioso listello di ferro che compare incastrato in una colonna del Duomo di Napoli. I più attenti ci avranno fatto sicuramente caso anche se in apparenza sembra un inutile pezzo di ferro. In realtà rappresenta l’unità di misura lineare adottato durante e successivamente il governo bizantino. L’unico esemplare superstite è quello napoletano.

 

Nel Duomo di Napoli si conservano numerosi capolavori di straordinaria importanza storica e tra questi si nasconde il “Passus Ferreus”.

 

Un’anonima barretta di ferro che spunta dagli stucchi dipinti e a malapena risalta all’occhio sembrando quasi un’imperfezione strutturale che vien voglia di asportare o quantomeno ricoprire di calce. Durante i lavori di restauro dei primi anni 70 del 900’ fu, inizialmente scambiato per un ferrovecchio ma, quando il canonico si accorse della sua esportazione fermò gli operai appena in tempo e così scampò alla distruzione.

 

È sicuramente uno dei capolavori meno conosciuti della Cattedrale ma allo stesso tempo storicamente più importante. Si tratta di un listello di ferro incastrato nella colonna d’angolo del pilastro maggiore di sostegno dell’arco trionfale del Duomo angioino, al termine della navatella del Salvatore, a lato del dossello dell’antico trono vescovile.

 

Il Passus Ferreus rappresenta l’agrimensura a cui ci si doveva rapportare in tutti i contratti di compravendita di terreni ed, in generale in ogni contratto commerciale in cui si rendeva necessaria la misura canonica. Il listello è un campione dell’unità di misura lineare bizantina definito nei rogiti “Passus Ferreus sanctam Ecclesiam Neapolitanam” citato a garanzia da ogni frode. Infatti, il listello in questione, dovrebbe risalite all’epoca giustinianea quando Napoli diventa ducato bizantino autonomo.

 

Il listello, durante il governo bizantino, fu incastrato in una colonna in esecuzione di uno dei capitolati della “Pragmatica Sanctio Pro Petitione Vigilii” emanata da Giustiniano I, imperatore di Bisanzio dal 527 per “…porre rimedio ai mali che la Tyrannorum bellica confusio e la gothica ferocitas…” avevano portato all’Italia durante la guerra gotica (535- 553) e con lo scopo di riaffermare i diritti dei proprietari da ogni usurpazione; alleggerire la pressione tributaria; riordinare il sistema dei pesi e delle misure; più equamente amministrare la giustizia e disciplinare il corso della moneta.

 

Il listello in oggetto è l’unico esemplare superstite di tanti listelli canonici dell’unità di misura lineare posti nelle chiese principali delle città bizantine e pertanto di inestimabile valore. Il reperto napoletano si trovava inizialmente presso l’abside della Basilica Stefania per poi passare all’attuale collocazione a conclusione dei lavori di costruzione del Duomo angioino.

 

Senza dubbio sorprende la sua collocazione e viene da chiedersi perché si è deciso di conservarlo proprio in una chiesa. Non è certamente un caso isolato, basta ricordare le “mense ponderarie” di età classica e comunque in antichità si era soliti conservare le unità di misura nei luoghi sacri affinché non venissero falsificate.

 

Si può affermare che il listello canonico dell’unità di misura lineare si è adottato anche in epoche successive, più precisamente fino alla definitiva applicazione del sistema decimale francese, universalmente accettato per la sua praticità, poi abolito con il recepimento del sistema nazionale unico delle misure nel 1960.

 

Ci si meraviglia sempre più quando si scopre che questo esemplare napoletano che, in apparenza sembra un inutile pezzo di ferrovecchio, è l’unico in grado di testimoniare l’importante valore che ha assunto in passato e che assume oggi per chi si appresta a conoscerlo.

 



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