L’Ema fa luce su AstraZeneca: l’Italia corregge la campagna vaccinale

Sveva Di Palma

Non c’è pace per il vaccino inglese AstraZeneca, da poco diventato Vaxzevria. Dopo uno stop precauzionale in Italia e nei paesi della mittleuropa dovuto a sospetti casi di trombosi legati al vaccino, poi scongiurati, si credeva di poter procedere. Ma dati aggiuntivi e approfonditi dell’ Ema hanno proposto ulteriori misure di sicurezza. Un vaccino sicuro, quindi, ma sul quale è necessario ancora far luce.

 

Dai nuovi studi sugli effetti collaterali si evince un quadro diverso da quello iniziale. Se AstraZeneca era nato come un vaccino per giovani, sconsigliato agli over 65, è proprio sugli under 55 che sembra avere i rischi maggiori. Le verifiche dell’Agenzia europea del farmaco hanno rilevato il pericolo, seppur raro, di trombosi a seguito del vaccino. Un’incidenza che appare concentrarsi nelle donne sotto i 60 anni. Il Ministro Speranza, a conclusione dei nuovi approfondimenti, ha dunque consigliato l’uso – in Italia – del vaccino Vaxzevria a chi abbia un’età superiore ai 60 anni.

 

Tuttavia, la correlazione tra vaccini e trombosi è considerata così rara da non comportare problemi a chi attende di ricevere la seconda dose di AstraZeneca. La campagna vaccinale, che finora aveva puntato alla somministrazione del vaccino inglese sulle grandi masse, dovrà quindi implementare un cambio di rotta. Restando, si spera, nei tempi previsti per l’immunizzazione collettiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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