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Leggende napoletane: la bambina del Caffè Gambrinus
C. Pezzella
Foto di: Antonio Manfredonio CC BY-SA 2.0

Leggende napoletane: la bambina del Caffè Gambrinus

Un luogo magico, contraddistinto da un'eleganza straordinaria, al centro di un'affascinante quanto oscura leggenda.

Il Gambrinus è un punto nevralgico della storia di Napoli sin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel novembre del 1890. Il Caffè rimase, in vero, chiuso per lungo tempo prima di aprire le porte al pubblico. La sua fondazione, infatti, risale al 1860, ponendosi in parallelo all’Unità d’Italia. Il Gran Caffè Gambrinus, oggi, continua a presentarsi in tutto il suo splendore al piano terra dello splendido Palazzo della Foresteria, eretto nel 1816, adiacente Piazza Plebiscito.

Grazie ad uno stile unico, ispirato all’architettura parigina del tempo e all’accogliente eleganza della location, il Gambrinus divenne immediatamente il cuore pulsante della vita mondana napoletana; ospitando tra le sue mura nobili, letterati, artisti e potenti figure politiche, riunite in loco per discutere affari, lasciarsi ispirare dalla bellezza di Napoli e condividere idee, come vuole la tradizione del caffè letterario europeo. Non solo lustri e prestigi, però, come ogni importante luogo partenopeo, anche intorno al Gran Caffè Gambrinus aleggia una sinistra leggenda di spettri ed entità. La raccontiamo di seguito.

La leggenda della bambina fantasma del Caffè Gambrinus

Napoli è la città delle leggende, dell’esoterismo, dove il sacro e il profano collidono per dare vita a storie che, da generazioni, appassionano visitatori e abitanti della città all’ombra del Vesuvio. La leggenda del Caffè Gambrinus racconta di una bambina vissuta all’alba del XX Secolo, il cui spirito, vagherebbe nei laboratori del piano interrato del Caffè; apparendo a inizio novembre, in concomitanza col periodo di preparazione del tipico torrone di Natale, di cui la bambina sarebbe stata particolarmente golosa. Secondo le testimonianze raccolte nel tempo, alla sua apparizione, lo spettro avrebbe sospirato, riso e passeggiato intorno ai tavoli su cui il dolce riposava. Non una storia terrificante, quindi. La bambina del Gambrinus descritta nella leggenda, infatti, si mostra felice, gioiosa ed innocente; come un’istantanea che ha fermato nel tempo i sorrisi di una bambina dall’epilogo tragico quanto ignoto.

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