Leggende di Napoli: dalla strega del Vesuvio ad Amelia

La strega Amelia
Serena Travaglini

 

La curiosa leggenda della strega del Vesuvio che ha ispirato la creazione di Amelia, la fattucchiera della Walt Disney.

 

Il Vesuvio è uno dei simboli indiscussi di Napoli e della napoletanità. Imponente e maestoso sembra che incornici la città racchiudendola in un emblematico abbraccio.

La città del Vesuvio è sempre stata avvolta nel mistero di miti, leggende e credenze popolari, alcune di queste leggende, come quella della strega del Vesuvio, anche se poco conosciute hanno ispirato storie e racconti in tutto il mondo.

L’eruzione del vulcano, urla misteriose e una fattucchiera leggendaria. Una storia così suggestiva da aver ispirato il famoso Carl Barks, disegnatore della Disney, nella creazione di un personaggio altrettanto celebre: la strega Amelia.

 

 

Immagine eruzione del Vesuvio

 

 

L’eruzione del Vesuvio e l’inizio della leggenda

La storia, tramandata fino ai giorni nostri, pare che abbia inizio con una violenta eruzione del Vesuvio nel 1858.

La lava ricoprì interi territori.  La sua fuoriuscita fu così forte da riempire anche un enorme e antico burrone, chiamato il “Fosso Grande” che da quel momento divenne attraversabile a piedi.

Secondo la leggenda, dopo l’eruzione, il sonno del popolo vesuviano veniva puntualmente scosso da terrificanti grida femminili. Le urla tornavano a spaventare gli abitanti della zona ogni notte fino al punto che, anche se terrorizzati, iniziarono a perlustrare la zona in cerca della fonte delle grida.

Le lunghe e disperate ricerche, però non portarono a nulla. I cittadini non riuscirono a trovare la causa del rumore e decisero di affidarsi ad una fattucchiera che viveva alle pendici del Vesuvio.

 

La fattucchiera, conosciuta come la “vecchia e’ Mattavona“, ascoltò il racconto degli uomini, accolse la loro richiesta di aiuto e si fece accompagnare nel luogo in cui il lamento si sentiva più forte.

Giunta sul posto, la donna aspettò che le grida si manifestassero e iniziò a pronunciare parole misteriose e incomprensibili. Poco dopo, l’urlo cessò improvvisamente e da quel momento le grida non si sentirono più. L’incantesimo della strega aveva funzionato e gli abitanti della zona tornarono, soddisfatti, a dormire sonni tranquilli.

 

Dalla strega del Vesuvio ad Amelia, la strega che ammalia

Quella della strega del Vesuvio, è una delle leggende partenopee meno conosciute, eppure è proprio a questa figura misteriosa che il disegnatore della Disney, Carl Barks, si è ispirato nel dare vita ad un personaggio molto noto a chi ha seguito le avventure di Zio Paperone: la strega Amelia.

Nella sua prima apparizione, nel 1961, la bella papera vesuviana si presenta proprio come “la fattucchiera che ammalia”. È rappresentata come una figura attraente, con il classico fascino (o meglio paper-fascino) partenopeo: ha folti capelli neri, lunghe ciglia e un marcato accento napoletano. Vive alle pendici del Vesuvio insieme al suo corvo Gennarino.

La strega Amelia

 

Sin dalla prima apparizione di Amelia, nei primi episodi, appare evidente il suo legame con il vulcano partenopeo. Proprio con il calore della lava del Vesuvio che la strega prepara le pozioni per battere il papero più ricco del mondo ed impadronirsi della moneta “Numero Uno”.

Le sue avventure sono famose in tutto il mondo e le sue origini sono legate alla città di Napoli e al suo affascinante ed immenso panorama leggendario fatto di miti e credenze di ogni epoca.



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