Il fantasma della sposa infelice a Capodimonte

Annunziata Buggio
Il fantasma della sposa infelice a Capodimonte
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Si racconta la triste vicenda della sposa infelice a Capodimonte, il fantasma di una giovane creatura tragicamente scomparsa che durante la Primavera appare trepidante sulle scale dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio. Attende invano l’arrivo del suo sposo.

Chi ha sognato, sognerà: chi ha evocato un fantasma, innamoratamente, evocherà dal mondo degli spiriti, ogni alba, ogni crepuscolo, ogni notte, file di fantasmi, chi ha palpitato per una visione e le ha dato il proprio cuore e il proprio sangue, chiederà di palpitare per una divina visione, sino alla morte. [Matilde Serao «La storia della leggenda» tratto da Leggende Napoletane]

Prendendo in prestito le parole di Matilde Serao, appassionata scrittrice e giornalista italiana, la cui instancabile penna ha raccontato di Napoli in maniera viscerale, dando voce e corpo alle incredibili leggende e visioni che hanno nutrito l’anima di Partenope. Possiamo evocare (allo stesso modo) il fantasma della sposa infelice a Capodimonte: una storia drammatica che sembra provenire da un recente passato, intrappolata fra le spire del tempo.

Non è una storia di pura fantasia o il copione di un film horror; i fantasmi a Napoli esistono per davvero, popolano i quartieri, dimorano in ville e palazzi storici, si aggirano nei vicoli e nelle piazze, vivono in mezzo a noi da millenni, ci scrutano e ci deridono.
Alcuni di questi sono delle pure leggende, delle vere stelle dello spettacolo, tanto da dedicargli itinerari e visite guidate a tema, alla scoperta di presenze occulte dal passato difficile e tormentato, storie di passioni, di amore e di vendette in perfetto stile noir che di notte si aggirano inquieti fra i luoghi che li hanno resi protagonisti a loro tempo, i cui nomi sono strettamente legati alla vita sociale e popolare di Napoli. Tra miserie e nobiltà, i fantasmi napoletani hanno ancora dei conti in sospeso con la vita.

Chi è la sposa infelice?

Non si conosce con precisione il suo nome, ne quanti anni avesse quando scomparve per sempre. Per i napoletani è semplicemente «’a sposa ‘e Capodimonte» una creatura infelice che compare durante le serate di Primavera sulle scale della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte (nominata la Piccola San Pietro) in attesa del suo futuro sposo; un uomo che non giungerà mai e che invano lo aspetterà sui gradini della chiesa, trepidante, con il volto triste e malinconico coperto dal velo bianco, nella speranza di riuscire un giorno a coronare il suo sogno d’amore.

E come ogni dramma che ha più di qualche secolo e per far sì che la leggenda si perpetui nel tempo, il fantasma della sposa ha subito una triste vicenda, volontà del destino o della scarsa inadeguatezza delle cure sanitarie di quel tempo; si sa che la fanciulla si ammalò di tisi, tubercolosi, la malattia infettiva più antica in tutta la storia dell’umanità che si diramava in modo rapido fra i ceti più poveri, i quali vivevano in pessime condizioni igieniche e sanitarie, soffrendo di un forte stato di malnutrizione. L’incidere di questi fattori portava alla TBC, difficile da contrastare che destava timore, pericolo e morte, decimando la popolazione per contagio.

Lo stato di salute della promessa sposa, a pochi giorni dalle nozze, iniziò a peggiorare fra febbri e deliri, e, a nulla valsero i tentativi di poterla guarire, tanto che la sua giovane vita si spense il giorno prima del matrimonio, nel dolore dei suoi cari.
All’indomani, il parroco della chiesa al posto di celebrare il lieto evento, fu affranto dalla tragica notizia, mesto nel commemorare il funerale della giovane sposa. I drappi e gli addobbi bianchi cedettero il posto a quelli neri in segno di lutto, fra petali candidi, puri e innocenti.

In alcune serate e sopratutto in Primavera (morta probabilmente fra marzo e giugno) è possibile vederla; la credenza spiega che si fa vedere soltanto dalle ragazze nubili, ferma ai piedi dei gradini dello scalone della Basilica, col volto coperto dal velo bianco, mosso da un misterioso vento sovrannaturale che l’accompagna, come se aspettasse qualcuno, forse il suo sposo che l’accompagni all’altare pronta a dichiarare il suo «si» davanti a tutti.
E’ un’attesa straziante che morde al cuore, una scena triste che si perpetua di anno in anno, nella stessa maestosa chiesa che l’avrebbe dovuta sposarla e coniugarla in matrimonio e che invece si è trasformata per fatalità, nella sua tomba eterna: la cui morte l’ha strappata alla vita con tanta crudeltà.

Nella memoria dei napoletani è ancora vivo il suo ricordo; la sposa infelice a Capodimonte, manifesta la sua volontà di unirsi in matrimonio con il suo sposo, pronta ad aspettarlo per sempre.
Verità o leggenda, questa storia ci lascia con un pizzico di amaro in bocca e tanta curiosità sulla pelle.

Per chi desidera far visita alla Basilica Madre del Buon Consiglio, può recarsi in via Capodimonte 13, aperta per le messe fino alle ore 18.30. All’interno conserva opere d’arte del ‘600 napoletano e le nobili spoglie delle principesse di Casa Savoia ma l’attrazione più importante è sicuramente «il quadro miracoloso» raffigurante la Madonna del Buon Consiglio.
Curiosità: all’esterno della Basilica in prossimità dell’ingresso è posta una lastra di pietra che ricorda un evento prodigioso. La cultura popolare narra che durante il terremoto dell’80 il busto di marmo della Madonna posto in cima alla facciata, si staccò di colpo, cadde in piedi senza riportare danni a cose o persone.
L’evento scosse la cittadinanza che gridò al «miracolo» anche se in realtà, la statua si frantumò in due parti: il busto della Vergine col Bambino e la testa della Madonna.



Comments to Il fantasma della sposa infelice a Capodimonte

  • Il miracolo c’è xchè la statua cadde pochissimo dopo la messa…le scale erano gremite di fedeli e solo poco dopo che si furono svuotate la statua cadde.. io andavoba scuola lì e ricordo tutto alla perfezione compresi i numerosi anni che ci vollero per riportare il busto al suo posto…in cima alla chiesa.

    Paola 11 settembre 2016 10:59 Rispondi
  • Ci passavo ogni mattino ho davanti agli occhi la scena a

    Raffaele Di Fenza 30 dicembre 2016 15:14 Rispondi
  • È una bellissima leggenda ,mi potreste aiutare nel conoscere gli orari delle celebrazioni delle messe grazie

    Antonella 24 marzo 2017 14:14 Rispondi

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