Le tradizioni del Natale Napoletano

Grande Napoli
Le tradizioni del Natale Napoletano
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25: Natale!

Chi è che non si è soffermato almeno una volta davanti al panorama mozzafiato della nostra enigmatica città ? Silenziosa ed irraggiungibile come una donna addormentata, ai piedi di quello che è il simbolo per eccellenza di Napoli, il Vesuvio. Eppure negli ultimi anni è apparsa tutt’altro che assopita, ricca di cultura, suoni e colori davvero unici, nonostante momenti critici e ordinari, infatti quello che ci lasciamo alle spalle è un anno in cui non sono mancate ventate di aria  nuova, e ciò  che ci auguriamo e che ci facciano compagnia anche per i prossimi 365 giorni…

Insomma il nostro è un popolo intelligente, caparbio ed orgoglioso e soprattutto fiero delle proprie tradizioni, che continuano a radicarsi attraverso un eterno passaparola nell’animo di ogni napoletano, dal nuovo arrivato, all’anziano che con commozione come si dice a Napoli “vede un altro Natale“.

E sono proprio le tradizioni a muovere i turisti, che ogni anno popolano la città  sfidando la  sua cattiva reputazione, pur di farsi travolgere almeno una volta dalla magica atmosfera di San Gregorio Armeno e il suo presepe, istantanea di una Luce speciale in arrivo nel mondo. E allora come poteva il cuore generoso dei napoletani non fare del presepe un inno alla creatività  e all’inventiva degli artigiani di San Gregorio. Quest’anno poi si sono davvero superati, al fianco infatti di esempi di sublime bellezza artistica , ci si ferma divertiti a guardare Berlusconi con la testa fasciata, o a scrutare senza paparazzi, la coppia più gettonata del gossip. Nonostante il traffico e la folla senza uguali, una camminata per i vicoli del centro a Natale  non può mancare.

Ma quello per cui finanziamenti e debiti non spaventano i più tradizionali, è una tavola trabordante di ciboper la Vigilia de lo Santo Natale ce vonne Vruoccoli zuffritti co l’alice salate, vermicielli co la mollica de pane e vongolelle, o pure zuffritti co l’alice salate, anguille fritte, ragoste vollute co la sauza de zuco de limone, e uoglio e pure na cassuola de calamarielli“. Allora ecco pesce acquistato durante “a nuttata”, che fanno le pescherie tra il 23 ed il 24 dicembre, e lì vongole, baccalà , capitone e cozze non hanno rivali, dolci tipici come Roccocò e Susamielli o come  gli immancabili Struffoli, che anche se di ottima produzione, non riescono a superare quelli fatti dalle proprie nonne. E poi minestra maritata, gallina in brodo, insalata di rinforzo e ancora, ancora e ancora. E poi anche se la stanchezza comincia a farsi sentire ecco comparire sulle tavole ceci e fagioli per l’immancabile tombolata. Un panaro e 90 numeri vi catapultano in tradizioni popolari antichissime e attraverso i nomi associati ad ogni numero, anche scurrilli, ci si trova immersi in un clima tipicamente da vicolo, dove i numeri gridati da un femminiello, diventavano protagonisti di una storia intessuta fino all’ultima votata rò panariello.

Insomma, c’è una memoria in cui il sacro e il profano si confondono, che si fa spazio in un momento propizio come il Natale, per travolgere  la nostra stressante quotidianità  senza chiedere permesso, per poter riscattare tutte quelle  tradizioni che ci rendono  un po’ più umani e vicini e che rendono onore ad un proverbio, che racchiude tutta la filosofia dei napoletani e che dice: “Meglio murì sazio che campà  djuno“!

Miriam Casale

Per tutti voi che non siete mai stati a Napoli a Natale, godetevi questo video…



Comments to Le tradizioni del Natale Napoletano

  • Sono lontano, lontano, ma vicino con il cuore a Napoli. Che bello mi vete fatto sognare ad occhi aperti

    Roberto 28 dicembre 2009 12:06 Rispondi

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