Le tombe illustri di Napoli

Grande Napoli
Le tombe illustri di Napoli
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Vedi chi è morto a Napoli

Oppure, “Vedi Napoli e poi muori”: lo slogan ha subito abusi d’ogni genere.

E’stato dedicato alle sventurate squadre di calcio capitolate al S.Paolo negli ultimi anni, prima ancora è stato allegato a casi di cronaca nera vissuti da turisti in visita in città  e, al di sopra di queste applicazioni, si riconosce che l’espressione regna nel lessico di chi vive sponsorizzando la sua città , manco fosse l’assessore al turismo.

In ogni caso, un dato rimane: anche a Napoli si muore. Come in ogni luogo del resto. Tuttavia, non sarebbe così inglorioso dedicare un trafiletto agli illustri trapassi partenopei, le cui membra sono oggi sepolte nella terra che un tempo fu calpestata da Virgilio, cantata da Murolo, poetata da Leopardi, messa in scena da Viviani. Seguiamo quindi la breve rassegna funebre che, per esigenze del tutto pratiche, non contempla o dimentica, qua e là , qualche vip che, mosso dal malcontento, si starà  rivoltando nella bara. Vabbè facciamoci una risata su e che non ce ne voglia il filopartenopeo con velleità  propagandistiche.

Gli illustri qui sotto sono stati sepolti in diversi cimiteri, tutti su suolo partenopeo. Iniziamo in ordine alfabetico:

1. Amendola Giovanni, politico liberale perseguitato fino alla morte dal fascismo.

2. de Curtis Antonio, non servono spegazioni. Un’animale dello spettacolo italiano e napoletano.

3. Caruso Enrico, cantante lirico che ha ottenuto grandi successi da Napoli a New York.

4. Concanen Richard Luke , altro pendolare Napoli-NY, fu infatti il primo vescovo cattolico dell’arcidiocesi di NY.

5. Croce Benedetto, filosofo, storico, scrittore. Fate il suo nome fra i banchi di un liceo e otterrete sufficienti spiegazioni.

6. D’Acquisto Salvo, carabiniere medaglia al valore per essersi sacrificato al posto di 22 uomini, in seguito ad una rappresaglia nazista.

7. De Sanctis Francesco, critico e storico della letteratura italiana: anche qui basta nominarlo in qualche liceo. Avrà  disturbato i sonni di generazioni di studenti.

8. Di Giacomo, poeta e drammaturgo, le ultime generazioni non lo conosceranno ma i nonni di Napoli ricordano di sicuro “Era de’maggio” e “Spingule francese”.    illustrissimo autore della canzone napoletana d’inizio 900.

9. De Luca Luigi, primo produttore della caffettiera napoletana. Scusate se è poco.

10. Fanzago Cosimo, architetto e scultore, esponente di spicco della cultura barocca a Napoli.

11. Leopardi Giacomo, scrittore e poeta. Inutile soffermarsi. Diciamo solo che fu particolarmente ispirato dai paesaggi di Napoli e Torre del Greco.

12. Giambattista Marino, poeta e letterato del seicento napoletano.

13. Macedonio Melloni, studioso dei raggi infrarossi. Quelli che usate allo stadio per distrare il portiere avversario!

14. Saverio Mercadante, compositore. Giusto saperlo se non di rado battete le mani nell’omonimo Teatro (Stabile di Napoli).

15. Ernesto Murolo, cantante e magnifico interprete della canzone napoletana con Di Giacomo. Padre di Roberto, celeberrimo interprete della  canzone napoletana.

16. Giovan Battista Pergolesi, compositore e maestro di Wolfgang Amadeus Mozart (che si recò a Napoli per specializzarsi proprio con Pergolesi e Paisiello).

17. Ferdinando Russo, poeta dialettale: “Chiammateme nu chiaveceo, chiammateme fetente, ma si faccio nu pireto, ne godo veramente!”. E ci fermiamo qui.

18. Jacopo Sannazaro, poeta e umanista del 400: Con una “Z” e non due!

19. Alessandro Scarlatti, compositore barocco più volte ricordato e celebrato dall’omonima orchestra.

20. Francesco Solimena, pittore barocco di notevole caratura. Ha fatto conoscere Napoli nel mondo, soprattutto quello cortese, che amava fregiarsi delle sue opere.

21. Nino Taranto, cantante e attore. Strenuo oppositore degli “urlatori” rock’n’roll (da un film in cui combatte un giovane Bobby Solo, spasimante di sua figlia e “urlatore professionista”).

22. Giovan Battista Vico, filosofo, giurista, storico, vissuto fra 600 e 700. Mai sentito parlare di corsi e ricorsi storici?

23. Virgilio, poeta e scrittore romano. Autore dell’Eneide, il terzo grande poema della civiltà  classica occidentale, nonchè guida turistica per il viaggio infernale nel mezzo del cammin della vita di Dante Alighieri.

24. Raffaele Viviani, drammaturgo, poeta, attore. Per alcuni supera Eduardo. Popolare teatrante libero da convenzioni e costrizioni, ha dato voce e corpo agli scugnizzi di Napoli nei teatri del primo novecento. La discoteca posillipina è venuta dopo.

Articolo scritto da Gianluca Guarino.



Comments to Le tombe illustri di Napoli

  • Certo, limitare Ferdinando Russo alla sola citazione de “‘O pireto” è, a dir poco, ignobile.
    E quel “ci fermiamo qui”?
    Spero che ciò sia dovuto ad una ignoranza relativa alla conoscenza del Poeta.
    Andiamo, invece, avanti nel citare alcune sue opere (andando a memoria):
    ‘O Luciano d’ ‘o Rre
    ‘O Surdato ‘e Gaeta
    ‘O libro d’ ‘o Turco
    I ricordi del fante di picche
    Memorie di un ladro
    ‘N paraviso
    Il poeta napoletano Velardiniello e la festa di S. Giovanni a mare
    e si potrebbe continuare citando le tante canzoni famose e gli innumerevoli articoli giornalistici.

    Mi sono soffermato su Ferdinando Russo, ma si potrebbe anche discutere sulle velocissime e incomplete notizie su altri personaggi.

    Ciò, per dare una buona e corretta informazione.

    Gennaro Agrillo 1 agosto 2017 23:10 Rispondi

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