Le regole d’oro di un napoletano a tavola

Napoletanità
Articolo di , 24 Set 2015

L’Unesco ha stabilito che la dieta mediterranea è patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Odori, sapori, preparazione e tradizione sono infatti gli ingredienti essenziali ma quello che intende dire l’Unesco promuovendo la cucina mediterranea non è esclusiavamente rivolto al cibo che dev’essere ovviamente di qualità, ma comprende un intero stile di vita che va dalla convivialità tra i commensali, l’allegria della tavola, il modo di stare insieme e di condividere.
Detto questo, non è tutto rosa e fiori se non vengono eseguite delle regole alle quali il napoletano tiene.

Regola numero uno: se il pane manca… succede o’burdell.La scarpetta è obbligatoria! Il napoletano non si può mai sentire sazio, neanche dopo tre piatti di pasta, se non fa la scarpetta.
E il pane dev’essere… pane. Non prendeteci in giro con il pane senza sale, comunemente detto “il pane scemo”, o i panini mosci o sottili. Il pane dev’essere quello cotto al forno, croccante in superficie e dalla mollica morbida, che quando lo tagli (magari con le mani) le molliche o meglio schegge, non risparmiano nessuno, e il tipico suono “kroook” fa girare almeno una o due persone che poi ti chiederanno di passarglielo.
Ora che avete il pane tra le vostre mani fate attenzione a come lo poggiate sulla tavola. Il pane al contrario non si mette, sottosopra è assolutamente vietato, vi guarderanno tutti in cagnesco.

Stando a tavola, attenti al sale, se lo fate cadere sulla tovaglia non ne sentirete più la fine: porta sfortuna.

Parlando di cose serie, lo so che andiamo tutti di fretta, lo so che è difficile cucinare con calma a casa soprattutto cose che richiedono tempo, ma se proponete “stasera mangiamo la pizza surgelata” preparate il vostro stinco a ricevere un calcio. E’ praticamente un insulto.

Parliamo della Domenica adesso perché è tutta una cosa a parte.
Se siete stati invitati ad andare a pranzo la domenica e pensate di mangiare alle 13.00 vi aspetta un grande “AHAHAHAH” in faccia, la domenica prima delle 14.00 non si mangia! Scordatevelo! E’ per questo che ci teniamo agli antipasti, sono per la sopravvivenza.
Bravi! Avete superato il pranzo, ma non è finita, anzi…

La domenica non possono mancare i dolci, che volete farci, è tradizione. Babà, cannoli, ma anche i mignon, in realtà qualsiasi cosa che faccia salire il diabete alle stelle è accettabile.

E ancora, caffè, ammazza caffè, liquori, insomma il pranzo domenicale è più vicino ad un sequestro di persona perché prima delle 17.00 non vi alzerete da tavola e a dire il vero non è raro che il pranzo si prolunghi anche per la cena.

Insomma se siete stati invitati a pranzo a casa di un napoletano di domenica, prendete il vostro cellulare e iniziate a dire addio a parenti e amici, anche perché c’è da considerare che il giorno dopo vi starete ancora riprendendo dall’esperienza.

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