Le formiche dei Santi Apostoli. Chiese, rivalità e stregoneria

Annunziata Buggio

 

Una leggenda che trae origine da un racconto popolare basato su storie di chiese. Rivalità e stregoneria sono gli elementi che animano la vicenda.

 

Le formiche che qualche tempo fa, hanno letteralmente invaso le cronache locali e nazionali sulle tormentate vicende che hanno riguardato l’Ospedale San Giovanni Bosco, hanno fatto parlare di sé anche in passato, in un racconto popolare del 1600, talmente curioso da essere tramandato ai posteri.
Si tratta di un aneddoto locale trasmesso oralmente e trascritto (tra la favola e la leggenda) che ebbe come protagonisti, due uomini, una donna e file di formiche, coinvolti in una vicenda di stregoneria.

 

L’aneddoto è ambientato nel cuore del centro storico di Napoli, nel quartiere di San Lorenzo a due passi da Via Duomo e da Via Carbonara, intorno al 1600; qui si racconta di una donna del luogo afflitta dalle formiche che viveva nei pressi della chiesa dei Santi Apostoli; chiesa monumentale tra le più importanti del centro antico di Napoli, con opere principali di Giovanni Lanfranco, Francesco Solimena, Belisario Corenzio, Luca Giordano e opere di scuola napoletana. L’ex monastero è tutt’ora sede del Liceo Artistico.

 

Si narra che la casa della donna fu infestata dalle formiche per giorni e giorni e presa dalla disperazione, la poveretta credette di essere vittima di un maleficio.
Temendo il peggio, si recò allora da un prete appartenente alla chiesa di Santa Caterina a Formiello (una bellissima chiesa rinascimentale che sorge accanto a Castel Capuano) che si vantava di essere un grande mago e lo pregò di liberarla dal tormento dalle formiche con l’ausilio di un sortilegio. Il prete stregone, in realtà, non era nemmeno capace di fare un semplice gioco di magia, e pur di uscire dall’impiccio, le disse che le formiche erano state inflitte come castigo divino per le sua maldicenza; infine la congedò duramente ordinandole di tenersele in casa come monito.

 

La donna furiosa e non soddisfatta della soluzione, si recò a chiedere aiuto ad un altro prete appartenente alla chiesa dei Santi Apostoli, riconosciuto come un serio stregone, un vero monaco che operava professionalmente; ascoltò il caso della donna e si adoperò per prepararle un potente sortilegio contro gli insetti; pronunciate le parole magiche, spedì (forse per rancore personale) tutte le formiche nella casa del prete di Santa Caterina a Formiello.

Alla comparsa improvvisa degli insetti in casa, il prete di Santa Caterina intuì l’accaduto e fu preso da un terribile senso di rimorso per non aver aiutato la donna. Comprese l’artefice del sortilegio: il suo acerrimo rivale, il monaco stregone dei Santi Apostoli. Disperato dalle formiche che invasero ogni luogo dell’alloggio, fu costretto ad umiliarsi e chiedere aiuto al monaco e fare ammenda dei proprio errori.

 

Un giorno, il Vescovo della città, venuto a conoscenza dell’intera vicenda e informato sulle attività negromanti e stregonesche operate dal prete della chiesa dei Santi Apostoli, ordinò al monaco di bruciare tutti i suoi libri di magia e di negromanzia e di assistere al rogo di quei oscuri volumi sullo spiazzo antistante la chiesa.

Durante l’incendio pubblico, secondo le fonti tramandate, si videro libri che saltavano, si dimenavano come pazzi e urlavano lingue straniere, come se avessero presenza umana, finché il tutto fu ridotto in cenere.
I fatti si conclusero in quel rogo, ponendo fine alla stregoneria, alle rivalità dei due uomini di chiesa e alla disperazione dalla donna, liberata per sempre dalla “presenza demoniaca” delle formiche.

 

Fonte: Leggende e Racconti Popolari di Napoli di Angela Matassa. Newton & Compton Editori



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu