L’antico convento di Santa Lucia al Monte e il leggendario Miracolo delle Albicocche

Annunziata Buggio
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L’antico convento di Santa Lucia al Monte è situato sul Corso Vittorio Emanuele e nasconde preziose testimonianze storiche-artistiche del 1500. Leggendaria è la figura di San Giovanni Giuseppe della Croce a cui si deve il Miracolo delle Albicocche.

 

L’antico convento di Santa Lucia al Monte si presenta come un piccolo capolavoro di arte religiosa del 1500 edificato nel cuore della collina di San Martino e più precisamente, al Corso Vittorio Emanuele 328, celato e custodito all’interno di una rinomata struttura alberghiera che gode di una vista panoramica sul golfo, davvero mozzafiato: l’Hotel San Francesco del Monte.

 

La meraviglia che suscita il sito conventuale e il fascino che evoca la figura di San Giovanni Giuseppe della Croce, Patrono di Ischia, sono ben descritti nel volume «Napoli Insolita e segreta» edito da Jonglez, in cui si fa riferimento al leggendario «Sedile della Cappella di Santa Lucia al Monte» ovvero, alla sedia appartenuta al santo divenuta oggetto di culto, di cui si narra che sia dotata di un particolare potere taumaturgico in grado di proteggere le donne incinte; e qui che si parla del «Miracolo delle Albicocche».

 

La fondazione dell’antico convento di Santa Lucia al Monte, scavato interamente nel tufo, risale al 1500 originatasi da una prima e unica cella che Frate Agostino da Moglionico, appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali chiamati anche i «Barbanti» (dalla folta barba ) scavò a ridosso della ”montagna” sistemandola in un luogo più isolato. Questa prima cella tipicamente francescana, fu impiegata per la costruzione della Chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire e nel tempo, i lavori furono ampliati dando origine al vero complesso conventuale che tutt’ora si estende in lughezza sulla collina di Sant’Elmo.

Dal 2001 l’ala sinistra del complesso religioso è stata restaurata con funzione di struttura alberghiera col nome di Hotel San Francesco del Monte; l’ala destra (ex lanificio) fu acquistata verso la fine degli anni ”80 dal gallerista Lucio Amelio con l’idea di sviluppare un museo d’arte contemporaneo, mentre è dal 2002 sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

 

 

 

L’Hotel San Francesco del Monte che custodisce l’antico convento è il risultato di un accurato progetto di risanamento conservativo condotto dall’architetto napoletano Luciano Raffin che ha mantenuto le caratteristiche originarie valorizzando gli ambienti religiosi, creando un percorso suggestivo ed emozionale tra antichità e contemporaneità, sospeso sul Golfo di Napoli.
Il progetto ha riportato alla luce, il prezioso scrigno artistico della Cappella di San Giovanni Giuseppe della Croce, della Sala del Forno e del Refettorio affrescato; qui lo sguardo si fa meraviglia e cattura le antiche maioliche, i frammenti degli affreschi, le sinuose decorazioni e il vissuto dei segni del tempo. Altre suggestioni emergono dai cunicoli scavati in tufo, dalle luci sapientemente dosate e dalle opere artistiche pregevoli che si susseguono tra un ambiente e l’altro.

 

Il terzo piano è la sala che desta più curiosità e cattura l’attenzione: questa porzione è stata la cella del santo che qui trascorse gli ultimi 12 anni della sua esistenza, conducendo una vita ascetica fino al giorno della sua morte, avvenuta il 5 marzo del 1734 con la successivamente beatificazione nel 1789. Fu santificato il 26 maggio del 1839 da papa Gregorio XVI
San Giovanni Giuseppe della Croce, già in odore di santità precocemente, fu accolto con benevolenza e spirito caritatevole dai napoletani tanto da considerarlo un libro sacro vivente, possedeva il dono della profezia, di bilocazione, di levitazione, della lettura dei cuori, e di varie opere miracolose compiute in vita.

La beatificazione comportò la trasformazione della cella del santo in cappella votiva e di conseguenza anche la sua sedia in legno fu considerata oggetto di culto, citando in memoria il «Miracolo delle Albicocche» legato all’episodio di un donna in dolce attesa.

 

Perché al «Miracolo delle Albicocche» sono collegate le donne incinte? Stando alla leggenda popolare, si narra che un giorno una donna in stato interessante, mentre era intenta a pregare nella chiesa fu colta da un’irrefrenabile colpo di fame e si rivolse al frate chiedendo un’albicocca. Il santo pur di soddisfare la strana richiesta (insolito trovare questo frutto in pieno inverno) si recò dalla donna e le porse in braccio una piantina su cui presero a spuntare miracolosamente le dolci albicocche. Da allora si narra del miracolo di questo piccolo frutto e della sedia di San Giovanni Giuseppe della Croce che avrebbe poteri taumaturgici, in grado di proteggere le donne incinte, in tutte le fasi della gravidanza.

 

L’antico convento di Santa Lucia al Monte è un vero gioiello d’arte tutto da scoprire: si passa dalla predominanza dello stile Barocco fino a scorgere le reminiscenze dell’architettura rinascimentale e medioevale, il tutto perfettamente incastonato nel cuore della collina e celato nel ventre di un hotel. Un luogo affascinante che trasuda di spiritualità e misticismo dalla forte tradizione francescana che svela aneddoti storici, fatti, personaggi e curiosità.

 

FONTI consultate
https://sanfrancescoalmonte.it/it/history.html

CONVENTO DI SANTA LUCIA AL MONTE



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