L’antica origine della Grotta della Dragonara a Miseno

L’antica origine della Grotta della Dragonara a Miseno
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Sulla spiaggia di Miseno si trova una delle grotte più suggestive del territorio campano, scavata all’interno di una parete di tufo e rivolta verso l’isola di Procida. Questa vasta cavità è nota come “Grotta della Dragonara”, la cui etimologia deriverebbe proprio dal termine tracon, roccioso, di origine latina.

 

Si tratta, infatti, di un’importante cisterna costruita in età augustea a ridosso della Villa di Lucullo, probabilmente ad uso privato. Questa tesi è inoltre avvalorata dalla presenza nelle vicinanze della Piscina Mirabilis, ad uso pubblico e di maggiore capacità, in grado di canalizzare l’acqua del Serino per distribuirla alla flotta e alla colonia marittima e dunque già sufficiente a soddisfare il fabbisogno dei marinai.

 

La Grotta della Dragonara presenta una copertura voltata a botte, divisa in cinque navate da quattro file di pilastri irregolari. All’interno della volta si aprono tre lucernari dotati di scale, che conducono al di sopra della cisterna stessa e, in base agli scavi effettuati alcuni anni fa nella zona, sono stati scoperti dei resti mal conservati di un ninfeo, un edificio sacro dedicato ad una ninfa, in genere posto presso una fontana o una sorgente d’acqua. Originariamente l’ingresso era possibile dall’alto attraverso queste tre aperture e le grandi vasche impermeabilizzate, che favorivano il flusso delle acque piovane prima che entrassero nella cisterna, sono state in seguito utilizzate come sepolture.

 

Nel Medioevo la vasta cavità era nota come il Bagno del Finocchio, per le abbondanti coltivazioni di quest’ortaggio. Oggi è possibile visitare la grotta, sita in Via Dragonara, Bacoli (Na)previa prenotazione al numero 0815235593.



Comments to L’antica origine della Grotta della Dragonara a Miseno

  • questa grotta è immensamente importante perchè è stata fata dall’antichi grecchi,che la fecero così belíssima dal sua antico style,e se sa che nelle sue orígine era adata a servire comme acquaiola,da far l’acquaia alle navi di monte luccullo,è stata anche visitata da importanti archeologici e antropologici da tutto il mondo,che hanno travato delle piture arcaice probabilmente del solito tempo della teribile eruzione dal supervolcano in campi flegrei.!

    waldirdesouzajunior 28 ottobre 2018 9:24 Rispondi

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