L’Acquaquiglia del Pozzaro. Alla scoperta dell’antro delle meraviglie

Annunziata Buggio
L’Acquaquiglia del Pozzaro. Alla scoperta dell’antro delle meraviglie
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Acquaquiglia del Pozzaro è un viaggio misterioso e suggestivo nel sottosuolo di Napoli; da un basso che sorge in Via Fontanelle, si accede nell’antro magico-esoterico a confine con il mondo dei vivi e dei morti, fra meraviglie e leggende.

 

L’Acquaquiglia del Pozzaro è sicuramente un’esperienza emozionale da vivere, inglobata nelle viscere del rione Sanità, a due passi dalle Catacombe di San Gennaro, di San Gaudioso e il Cimitero delle Fontanelle, il «Miglio sacro» a confine con il mondo dei vivi e il mondo dei morti.

 

Napoli ha una storia millenaria fatta di pietre e di acque, di grotte scavate nel ventre del tufo addolcite dalle acque sorgive, investite secondo leggende da poteri magici e da proprietà terapeutiche, celate fra vasche e pozzi storici. L’acqua sorgiva considerata un tempo «buona per tutti i mali» senza odore e né sapore, capace di guarire e dissetare all’istante.
Non a caso molti dei riti propiziatori dell’antichità, si svolgevano in grotte e cavità marine beneficiate dal mare e dalle fonti d’acqua dolce, custodi di segreti con funzioni magico-religiose.

L’Acquaquiglia del Pozzaro, il famoso basso sito in via Fontanelle 106 di Vincenzo Galiero, è stato un luogo per molto tempo celato e chiuso al pubblico da circa trent’anni; riaperto dopo anni di lavori, è pronto ad accogliere numerosi turisti e visitatori alla scoperta dell’antro delle meraviglie: un viaggio misterioso denso di suggestioni mistiche che porta lo spettatore a vivere un’esperienza davvero emozionale, nell’antichità del sottosuolo partenopeo.

 

Qui magia, superstizioni, leggende si susseguono a fior di pelle e, a narrare il viaggio è proprio Vincenzo Galiero, il proprietario di questo basso napoletano «vascio» appartenente alla sua famiglia che un giorno si accorge di avere sotto i piedi, un vero tesoro; scopre i cunicoli di Acquaquiglia del Pozzaro, antiche vasche impiegate nel passato dagli abitanti del luogo come cisterne e pozzi per attingere l’acqua e soddisfare i bisogni dell’intera popolazione.

Se ne parlava da secoli, ma fino ad ora, nessuno era riuscito ad individuare dove si celassero i canali dell’Acquaquiglia del Pozzaro. Questi cunicoli inglobavano parte della casa del nonno di Vincenzo, che proprio qui lavorava il baccalà all’interno di cinque vasche andate ormai perse, i famosi cinque pozzi denominati dell’Acquaquiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo nome curioso, prese spunto da un’antica fontana del 1500 eretta nei pressi della Chiesa di Santa Maria la Nova, cui l’acqua sorgiva che scorreva nel sottosuolo (proveniente per deduzione dalla zona Capodimonte-Sanità) fu detta “Aquilia” o “Acquaquilia” e versava la sua fonte nei mascheroni di un’altra fontana, quella del Molo Piccolo ornata da una vasca a forma di conchiglia, chiamata in gergo quaquilia. Da qui l’allusione bizzarra Acquaquiglia.

 

Con questa curiosità ci imbattiamo in una credenza, quella leggendaria del Munaciello nel rione Sanità; pare che dimori proprio qui nei sotterranei dell’Acquaquiglia del Pozzaro.
Infatti a raccontare la sua storia è Vincenzo Galiero che mentre guida i visitatori alla scoperta del luogo, affidando i suoi ricordi agli aneddoti familiari, intrisi di leggende e superstizioni, illustra alcuni oggetti in esposizione emersi durante la fase di scavo, tra cui gli antichi strumenti di lavoro, vecchie sculture ritrovate e riggiole, inseriti in un’ambiente carico di storia, dove si avverte una sinuosa energia vibrazionale che percuote il corpo, suggestioni di un mondo pagano fatto di divinità e formule sacre che sembrano parlarci.
L’ambiente evocativo a lume soffuso che caratterizza l’antro, riscalda le tenere mura tufacee e immette il visitatore in una dimensione fuori dal tempo, a contatto con il trascendente; qui il mondo dei vivi con il mondo dei morti convive serenamente, non lontano dal Cimitero delle Fontanelle e dal culto delle anime pezzentelle. 

 

Si racconta fra queste mura la celebre storia del Munaciello, ovvero lo spiritello dispettoso della tradizione napoletana vestito da monaco  che si diverte ad entrare nelle case a spaventare bonariamente gli inquilini; alcuni abitanti tendono a giustificare la presenza del Munaciello con i Pozzari.
I Pozzari erano dei liberi professionisti di media statura che grazie alla loro abilità di calarsi nei cunicoli più stretti, alimentavano l’acqua dei pozzi per uso abitativo e avevano libero accesso nelle case in qualsiasi ora del giorno.
Da qui l’allusione al Munaciello è facile: vestiti di scuro con l’abito simile al saio dei frati caratteristico anche dello spiritello, il Pozzaro oltre a svolgere le sue ore di lavoro si concedeva una pausa gratificante, consolando le donne affette da solitudine e dileguandosi soltanto a calar della sera. Quando l’abito fa il mo…naciello!

 

Per chi desidera avventurarsi in una nuova porzione della Napoli Sotterranea e conoscere le meraviglie dell’Acquaquiglia del Pozzaro, e quel mondo fatto di acqua e pietre fra sacro e profano, basta contattare il sito e chiedere del suo proprietario Vincenzo Galiero che sarà felicissimo di ospitarvi in casa sua, alla riscoperta di un passato ritrovato.

 



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