La vita è un’opera d’arte: Andy Warhol in scena al TRAM

Valentina Cosentino
La vita è un’opera d’arte: Andy Warhol in scena al TRAM
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Exploding Plastic Warhol è in scena ancora per un weekend al TRAM. Scritto e diretto da Mirko Di Martino, ancor prima di essere uno spettacolo teatrale, è un sorprendente omaggio ad una delle figure più discusse della scena artistica degli anni 60/70 e non solo: Andy Warhol. Omaggio o piuttosto un feroce quanto sottile ed ambiguo ritratto di un indiscusso genio sarà solo il pubblico a deciderlo dopo l’ultima battuta.

 

Partiamo dal titolo, così, giusto per capire con cosa avremo a che fare una volta seduti in quello che non è più un teatro, ma quasi una sala pronta per una sfilata di moda.

 

A 30 anni esatti dalla morte (22 febbraio 1987) dell’artista il titolo Exploding Plastic Warhol è plasmato ad arte su quel’ Exploding Plastic Inevitable, messo in scena nel 1966 dallo stesso Warhol e che può, a giusta ragione, essere ricordato come il primo spettacolo multimediale della storia.

Se sul palcoscenico di Warhol  si davano il cambio i Velvet Underground, Nico ed i ballerini vestiti in pelle e armati di frusta (tra cui Gerard Malanga), il tutto sapientemente condito da proiezioni di diapositive, filmati dello stesso Warhol e luci stroboscopiche, sul palcoscenico/passerella del TRAM si alternano allo stesso Warhol tre personaggi, per raccontare le loro storie e, indirettamente, quella dello stesso artista, tracciandone un ritratto ambiguo che getta non poche ombre su una figura già di per sé controversa.

 

Dimentichiamo anche le luci e gli effetti speciali di EPI perché qui al TRAM tutto è essenziale, di un bianco abbagliante, dalla passerella alle luci, quasi scarno. Qui, come per mostrare l’abito più bello, sfilano uno dopo l’altro tre protagonisti  della vita di Warhol interpretati da Antonella Liguoro, Dario Tucci ed Angela Bertamino. I tre attori davanti ad un impassibile e imperscrutabile Wharol, interpretato al di là del reale da un strepitoso Orazio Cerino, entrano in scena e raccontano le loro storie di autodistruzione.

 

Warhol/Cerino, quasi un novello Scrooge di dickensiana memoria, riceve la visita di questi “tre spiriti” che gli fanno rivivere altrettante tappe della sua storia personale ed artistica. Edie Sedgwick, modella e attrice statunitense, è la prima: Antonella Liguoro racconta, accusa, soffre e nello spazio di pochi minuti con il suo volto, che con un’estrema semplicità passa dal sorriso angelico ed intrigante alla maschera di una profonda sofferenza, convince il pubblico, ma non Warhol/Cerino che non riesce a riconoscersi come parte di tanto strazio.

 

E’ quindi il turno di Freddie Herco, ballerino e performer ossessionato dalla droga, interpretato da Dario Tucci la cui forza di immedesimazione trasmette a chi guarda la passione della danza che doveva essere di Freddie. La sua interpretazione, coinvolgente ed appassionata, strappa una lacrima. L’ultima è Valerie Solanas, la donna che sparò a Wharol, nei cui panni troviamo una bella, quanto divertente ed ironica Angela Bertamino. Carica e tesa la sua interpretazione, metterebbe alle corde chiunque con la sua verve e consequenzialità, tutti tranne l’impassibile Warhol/Cerino che, come per i due precedenti “spiriti”, non accenna un’espressione che somigli ad un sentimento. La mimesi di Orazio è perfetta, non si riesce a staccare lo sguardo da quello che sembra proprio Warhol redivivo, dalla sua impassibilità, dalle espressioni, dai suoi misurati e millimetrici movimenti che inchiodano lo spettatore alla sedia in attesa che un’emozione in qualche modo faccia capolino.

 

Deus ex machina di tutto lo spettacolo è poi Titti Nuzzolese, bella, algida, ma anche appassionata ed impotente, che nei panni di una patinata Marylin, cerca di essere la voce della coscienza di Warhol. E’ l’unica, del resto, che dialoga ed interagisce direttamente con il protagonista e insieme a lui assiste, rassegnata madrina, alla sfilata della sofferenza. E se i tre spiriti furono per Scrooge strumento di redenzione, altrettanto non sembra accadere per Warhol.

 

I costumi di Annalisa Ciaramella ricreano l’atmosfera di quegli anni e sottolineano il ruolo che i vari personaggi ebbero nella vita di Warhol. Le scene, scarne ed essenziali, sono studiate nel minimo dettaglio da Gilda Cerullo, e realizzate con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, create appositamente per dare risalto al testo scritto dallo stesso regista. E Mirko Di Martino non delude nè come sceneggiatore, nè come regista, confermandosi come una delle personalità più interessanti in circolazione. Le parole sono misurate, i gesti le accompagnano sapientemente. Non giudica e non è di parte, lascia che sia Warhol a giudicare Warhol, come suggeriscono le decine di teste truccate come Warhol stesso sospese in tutto il teatro che scrutano ed osservano la scena.

 

Ed alla fine, appunto, la domanda che lo spettatore non può non porsi è una sola: Chi fu Andy Warhol? un artista? o piuttosto un sapiente mistificatore? in realtà, seppure lo spettacolo di Mirko Di Martino sembra dare una risposta apparentemente chiara, disegna invece una realtà molto più sottile, dove la stessa domanda su chi fosse Warhol non è che una parte, una piccola tessera di un mosaico, di quell’unica vera e indiscussa opera d’arte che l’artista creò e che non fu altro, nel bene nel male, la sua stessa vita.

Informazioni

Dove: via Port’alba 30 – Napoli
Quando: da giovedì 12 a domenica 15 ottobre 2017
Biglietti e Prenotazioni: http://www.teatrotram.it/stagione-20172018/exploding-plastic-warhol/

 

Exploding Plastic Wahrol

scritto e diretto da Mirko Di Martino
con Orazio Cerino, Titti Nuzzolese, Angela Bertamino, Antonella Liguoro, Dario Tucci
scenografia Gilda Cerullo
con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
costumi Annalisa Ciaramella
assistente alla regia Simona Tonto
produzione Teatro dell’Osso
in collaborazione con Vissi d’arte Festival



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