La tradizione natalizia della pasticceria napoletana eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
La tradizione natalizia della pasticceria napoletana
Grandenapoli.it
Foto Shutterstock

La tradizione natalizia della pasticceria napoletana

I dolci sono i padroni indiscussi della tradizione culinaria partenopea durante le festività natalizie

Padroni indiscussi della tradizione culinaria partenopea durante le festività  natalizie sono certamente i dolci. Zeppole, struffoli e mostaccioli sono soltanto alcune delle leccornie con le quali si chiuderanno i diversi cenoni delle feste.

Indice dei contenuti

  1. - Zeppole
  2. - Struffoli
  3. - Mostaccioli e roccocò

Zeppole

Le Zeppole, ad esempio, parenti strette delle graffe, venivano considerate dolci per i poveri per la semplicità  dei loro ingredienti. Soltanto pasta a base di farina, acqua latte ed anice, insomma, per dare origine ad una delle leccornie dolciarie più richieste durante le sante festività.

Struffoli

Gli struffoli, palline di pasta realizzate con farina, uova, burro, zucchero e aromi, rappresentano uno dei simboli del Natale. Fritti nell’olio o nello strutto, questi gustosi gnocchetti dolci hanno bisogno di riposare almeno per due ore. Terminata la frittura, la pasta va avvolta con miele caldo e decorata con pezzi di cedro e confetti colorati. Originari della Magna Grecia, gli struffoli, originariamente, venivano chiamati “loukoumades”. Nel Salento questi dolci vengono soprannominati “Purceddruzzi”, mentre antichi trattati romani discorrono anche di struffoli alla romana.

Mostaccioli e roccocò

Padroni incontrastati della tavola nostrana sono anche i classici mostaccioli e roccocò. I primi, romboidali e ricoperti di cioccolato, sono ripieni da una morbida pasta intrisa di miele e frutta candita. Il nome ha origine dalle antiche tradizioni contadine che usavano il mosto per addolcire quest’afrodisiaco miscuglio. I secondi, invece, affondano le proprie radici nella tradizione francese, che soleva denominarli “rocaille” per via della forma simile ad una conchiglia arrotondata. Nato dal mescolamento di mandorle, farina, zucchero, canditi e spezie varie, questo biscotto, una volta cotto al forno, viene ammorbidito nel vermouth o nel marsala. La sua preparazione, secondo alcuni antiche manoscritti, risalirebbe al 1320 ad opera delle monache del Real Convento della Maddalena.

MARIA ANNA FILOSA

© 2026 Grandenapoli.it – Riproduzione riservata – Questo contenuto originale è di Grandenapoli.it e pertanto protetto da copyright.
Whatsapp Canale Whatsapp Canale