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La storia di riscatto della  Screen Sud, un miracolo operaio
Valentina Cosentino
2 Apr 2019 - 08:42

La storia di riscatto della Screen Sud, un miracolo operaio

Una storia di disoccupazione e riscatto, non facile, ma tutta in salita ed irta di difficoltà, ma che alla fine ha premiato i 12 operai che ci hanno creduto.

 

Stiamo parlando della Screen Sud, un’azienda di Acerra, che produce telai in acciaio e materiali per l’edilizia, nata dalle ceneri del fallimento della Lafer fallita nel 2012.

Dopo anni di sacrifici 12 dei 50 operai sono riusciti ad acquistare dal tribunale fallimentare i macchinari della ditta e subentrare alla vecchia proprietà.

 

Gli operai sono riusciti nell’impresa investendo secondo le proprie disponibilità dai 7 ai 25 mila euro della propria liquidazione fino a raccogliere un capitale sociale di 130mila euro. Supportati da LegaCoop sono riusciti nell’impresa di diventare titolari della loro azienda che oggi fattura 2 milioni di euro all’anno con commesse in Italia e all’estero, in Nord Africa, Australia ed Europa.

 

Acquistati i macchinari hanno dovuto fronteggiare i ritardi di pagamento dell’INPS, un incendio che li ha costretti a ricominciare spostando a sede da Nola ad Acerra, e i furti, ma ora si dicono soddisfatti del lavoro svolto e guardano con orgoglio al successo raggiunto credendo solo in loro stessi.

 

Così dichiara a Repubblica Raffaele Silvestro, presidente della cooperativa: “Ti alzi da casa tua e vieni a casa tua. Trovi più energie in tutto quello che fai perché lo fai per te. È un’esperienza unica. Non è tutto rosa e fiori. Ci sono gli screzi ma si superano. So che se ci sono difficoltà, chiedo ai miei compagni di rinviare lo stipendio per pagare un fornitore, e mi dicono di sì”.

 

Gli fa eco Carmine De Luca, uno degli oeprai: “un percorso a ostacoli difficilissimo, se ci penso ora mi vengono i brividi. Abbiamo lottato anche a casa nostra. Mia moglie mi diceva: “Trovati un altro lavoro”. Io sempre nervoso: avevo molta paura ma ho deciso di rischiare perché mi fidavo dei colleghi. La disperazione ci ha dato la forza di rischiare e forza di volontà per realizzare”. 

 

Fonte e foto: Repubblica.it

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