La storia di G., il bimbo che piange al gol di Raspadori: simbolo di tutti i tifosi partenopei

Non solo calcio: il Napoli è una fede, è passione, è appartenenza. Riceviamo e pubblichiamo la storia del piccolo G., in cui ogni tifoso partenopeo può immedesimarsi.

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Articolo di , 28 Apr 2023
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Foto Sergio Noviello

Non solo calcio: il Napoli è una fede, è passione, è appartenenza, è emozione. Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza che racconta la storia di G., il piccolo tifoso del Napoli in cui ognuno di noi può immedesimarsi.

La storia di G., piccolo tifoso del Napoli

Urlai e piansi…!!!

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Era il 10 maggio 1987, ero allo stadio, c’ero sempre, da piccolissimo! Grazie a mio padre ed ai suoi fratelli che a turno “dovevano portarmi” allo stadio! 12 anni avevo, Ho ancora le foto, viso paonazzo, solcato da gioia e lacrime incontenibili, bocca aperta in un urlo, che non so bene quali parole proferiva, e sciarpa stretta tra le mani. Quella sciarpa, che ho ancora oggi come reliquia, era la prima sciarpa prodotta per il nostro Re Diego, recante la semplice e divina scritta tra 2 bordi azzurri sopra e sotto…” DIEGO MARADONA”! Il cotone era tirato quasi per tenere unite 2 mani, 2 braccia, un corpo trepidante ed incredulo che non sapeva se saltare verso il cielo o rannicchiarsi nello sfogo di un’ energia dirompente.., incontenibile! Ero già innamorato di Napoli e del Mio Napoli, fin da piccolissimo! Ricordo pienamente Tutto dalla prima partita del ‘79, vista interamente sulle spalle di mio padre, al Primo Scudetto, alla Coppa Uefa, al Secondo trionfo ormai più che adolescente!!

Si scriverà di tutto e qualunque cosa, io voglio lasciare solo una testimonianza, perchè ho visto, ai miei 48 anni ormai, piangere un bambino al gol di Jack Raspadori!!!
Il bimbo di nome G. era seduto sul solito divano di casa di uno di Noi, dove ricorriamo per vedere molte trasferte! Il cosiddetto GDN Stadium dalle iniziale del padrone del divano, non di casa, (la padrona è la moglie…)!! E Siamo gli stessi che regolarmente soggiorniamo in Curva B, detta anche da A.M. “ CURVA DELL’AMORE “!! Riproduciamo lì lo stesso assetto dello stadio, posti etc!!! Ma per la partita Juventus vs Napoli c’ era con noi un ospite d’ eccezione, il piccolo G.! Il piccolo G. di un intelligenza superiore, già venuto allo stadio con noi alcune volte, al gol di Jack, scoppia in lacrime, il suo papà, attira la nostra attenzione mentre ci dimeniamo colpendoci con urla animalesche prodotte da un ancestrale godimento di puro testosterone esploso, accompagnate dai nostri visi deformati dall’insano viaggio in stato delirante che in questi casi pervade le nostre mutevoli individualità, perché G., il piccolo G. era in lacrime!!!

Tutti ci domandavamo se piangesse per paura e spavento, ma G. Alza la testolina e guardando noi ed il padre esclama… “ No, mi sono Emozionato”, e continua a piangere!! Ecco io fermo tutto qui, (anche se non scendo) !!! Gli diciamo all’ unisono tutti, “Caro ragazzo, CHEST’ È “!!!

G. questo significa essere Partenopeo e tifoso del Napoli, ovvero immensi pianti di gioia, e fiumi di lacrime di sconforto e dolore…!! Noi siamo figli di una città dedita al sottosopra emozionale, al viscerale attaccamento, ad insolita e cruda passione!!! Siamo l’unica Grande Città, con una sola Squadra di calcio, nella quale s’ identifica ogni Partenopeo fiero di tal estrazione!
Le lacrime di G. Hanno scaldato le mie vene, il mio cuore, hanno quell’ impronta che seppur diversamente, calcherà le scale le curve e le strade per lo stadio, hanno quel prolungamento d’ immenso orgoglio che i nonni hanno trasmesso ai nostri padri, i nostri padri a noi, e noi ai G. Odierni! Quelle lacrime piccole erano le mie, quel trasporto era il mio quell’ emozione d’appartenenza incredula era la mia! il nostro sogno azzurro cosi non finirà mai! Dentro ognuno di noi ci sarà e via via vivrà per sempre, quella fiamma alta del Vesuvio fino al mare, quel
moto dell’ animo profondo che nessun potere potrà mai fermare, quelle lacrime che i visi dei bimbi sognatori continueranno ad attraversare, un lascito della nostra terra che da sempre da Diego a Spallletti tu NAPOLETANO non dovrai mai e poi mai mollare ! Quel giorno, la prima volta che piangerai, che verserai per la tua lei del 1926 il tuo primo pianto, sarai uno di Noi…, che intonerà saltando del suo amor il canto, difendendo la città con indosso la sua maglia per discendenza onore e vanto!!!

Articolo di OltreAceto

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