“La salita”, l’omaggio di Massimiliano Gallo ad Eduardo tra i giovani di Nisida
Il debutto alla regia di Massimiliano Gallo, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia.
A Venezia, nella cornice delle Giornate degli Autori alla 82ª Mostra del Cinema, debutta La salita, il primo film da regista di Massimiliano Gallo. Un’opera ispirata a due eventi reali: l’arrivo di detenute trasferite dal carcere di Pozzuoli al minorile di Nisida, e l’arrivo di Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita, che lì avviò una scuola di teatro. È una storia di rinascita attraverso l’arte, narrata con la delicatezza di un omaggio personale dell’autore.
Indice dei contenuti
Un debutto che nasce dal cuore
Gallo afferma di aver sentito un’urgenza profonda nel raccontare questa storia: non un film fatto per il successo, ma un omaggio a Eduardo e alla tradizione teatrale napoletana. “La salita è una storia che mi appartiene”, spiega, perché racconta il vincolo, la speranza e la possibilità di riscatto.
Eduardo, i giovani e il potere del teatro
Ambientato nella Napoli del 1983, il film intreccia storie reali e fiction. Racconta l’arrivo di detenute a Nisida dopo il bradisismo a Pozzuoli e la nascita di una scuola di recitazione e scenotecnica grazie all’intervento di Eduardo. Da una parte, il gruppo teatro si forma con entusiasmo, dall’altra si sviluppa una relazione immaginaria tra una ragazza trasferita e un giovane detenuto, intorno alla quale si costruisce il cuore emotivo del film.
Interpretazione e attualità di Eduardo
Gallo descrive il coinvolgimento di Mariano Rigillo, che interpreta Eduardo, come un dono: un attore della stessa età richiesta, incaricato di rendere lo spirito dell’artista, non di imitarlo. Il regista sottolinea inoltre quanto sia importante, anche per i più giovani, riscoprire l’opera eduardiana. I temi universali di amore, conflitto e riscatto restano eterni, e il teatro di Eduardo continua a parlare anche alle nuove generazioni.
La salita si propone come un racconto sensibile e autentico: una Napoli sospesa tra realtà e speranza, in cui il teatro diventa occasione di apertura della mente e del cuore per i giovani detenuti. Attraverso lo sguardo di Massimiliano Gallo, Eduardo De Filippo emerge non solo come grande autore del Novecento, ma come portatore di speranza e trasformazione culturale. Un debutto che incarna la tenacia, l’amore per il teatro e la voglia di farlo rivivere dove serve di più.

