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La piccola Irena dal Kosovo al Monaldi: in cura per la sua grave malattia al cuore
S. Di Palma
2 Dic 2022 - 14:37
Foto Ministero della Difesa

La piccola Irena dal Kosovo al Monaldi: in cura per la sua grave malattia al cuore

Il lungo viaggio della piccolissima Irena, dal Kosovo all'Ospedale Monaldi di Napoli nella speranza di trovare una cura alla sua malattia cardiaca

Il viaggio della speranza di Irena, bimba del Kosovo di appena due mesi affetta da una malattia rara al cuore. Il suo pellegrinaggio dal paese di nascita fino al Monaldi di Napoli è una storia di speranza e possibilità, il cui sperato epilogo è un lieto fine ed una vita nuova.

La piccolissima Irena soffre di una malattia cardiaca congenita, la sua condizione le ha anche scatenato una importante infezione polmonare. Il suo arrivo a Napoli, con conseguente intervento chirurgico, è stato possibile grazie alla collaborazione di molteplici istituzioni che hanno reso possibile un’operazione internazionale.

Dal Kosovo al Monaldi: la delicata operazione per salvare Irena

Il volo che ha portato Irena dal Kosovo a Napoli è organizzato dal COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), mentre l’aereo utilizzato è stato messo a disposizione dall’Aeronautica Militare. A collaborare il reggimento Carabinieri della Civil Military Coooperation (Ci.Mi.C.) dell’Unità multinazionale specializzata (MSU) della Kosovo force della Nato, di stanza a Pristina, che ha contattato l’Azienda Ospedaliera dei Colli.

L’assistenza alla piccola è a cura dell Unità operativa complessa di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Monaldi di Napoli, diretta dal dottor Guido Oppido. Oppido ha descritto così l’operazione che Irena subirà: “Il difetto interventricolare è una delle cardiopatie congenite più frequenti […] Consiste in una comunicazione anomala nella parete che separa i ventricoli destro e sinistro, in caso di difetti più ampi si può manifestare un importante scompenso cardiaco. In questi casi è necessario intervenire chirurgicamente il prima possibile, di solito nei primi sei mesi di vita, per consentire ai piccoli una vita normale. Nel caso di Irena, però, deve essere prima risolta l’infezione generalizzata per poter essere operata in sicurezza».

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