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La “Montagna Spaccata”, capolavoro architettonico romano

La “Montagna Spaccata”, capolavoro architettonico romano
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Capita molto spesso di attraversare in macchina la cosiddetta “Montagna Spaccata”, uno stretto passaggio nell’area dei Campi Flegrei in cui si formano spesso ingorghi di traffico. Nella fretta di superare il blocco di auto in fila non si trova il tempo di soffermarsi ad ammirare un’opera architettonica che risale all’epoca dei romani, esempio evidente della loro maestria nell’ambito dell’urbanistica.

 

Anticamente il porto di Pozzuoli (in latino Puteoli) era un importantissimo snodo commerciale, oltre ad essere una fondamentale risorsa per tutta la penisola, perché lì approdavano navi che trasportavano merci provenienti da tutto il Mediterraneo. Era dunque necessario escogitare un modo per trasportare tali ricchezze fino a Roma: fu così che venne costruita la via Antica Consolare Campana, lunga ben 21 miglia, che partiva dall’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e, passando attraverso i territori di Quarto, Marano, Qualiano, Giugliano ed Aversa, si collegava con la via Appia, che conduceva direttamente alla capitale. All’altezza del quarto miglio, tuttavia, il percorso veniva interrotto da un’imponente collina che costituiva una delle più antiche bocche vulcaniche dei Campi Flegrei.

 

I Romani decisero dunque di “spaccare” questa collina per consentire il passaggio ed è da questa importante opera architettonica che nacque il termine “Montagna spaccata”. Questo lavoro impeccabile consentì una veloce percorrenza dell’Antica Consolare Campana fino alla via Appia e sono tutt’ora visibili  i blocchetti di tufo posti a impedire il crollo delle pareti, ed al di sotto dell’asfalto si conservano ancora i basoli del selciato antico. Tale opera fu inoltre in grado di resistere al terremoto del 1980 e questo dimostra che la struttura millenaria fu costruita talmente bene da rimanere intatta nonostante le calamità naturali. Oggi, passando di lì, vale la pena dare un’occhiata ad un simile capolavoro.



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