La Metro di Napoli e il World Tunnel Congress per il 2019

Valentina Cosentino
La Metro di Napoli e il World Tunnel Congress per il 2019
3.7 (73.33%) 3 votes

 

 

La città di Napoli ha un feeling particolare con la sua parte sotterranea e non solo per la sua parte più antica, ma anche con le nuove galòlerie scavate per la Metropolitana Linea 1.

 

La scelta di rendere le stazioni della metro delle vere e proprie opere d’arte si è rivelata vincente e ha portato alla ribalta mondiale l’opera di riqualificazione della città. La città ed il su metrò, dichiarato appunto tra i belli del mondo, sono ora pronti ad accogliere per il 2019 il World tunnel congress, un convengo annuale che fa incontrare sul tema delle metropolitane gli esperti di ogni parte del mondo.

 

Prima di tale data nel corso dell’appuntamento del 2018 previsto a Dubitai la nostrana rete di gallerie riceverà il riconoscimento di «Ita Tunnel Landmark».

L’appuntamento napoletano per il 2019 sarà una giornata di studi che partendo dal passato racconterà la città attraverso i lavori della metropolitana  sviluppata secondo il concetto delle «3A» (Arte, Archeologia ed Architettura) che ha permesso di valorizzare parte dell’immenso patrimonio storico sotterraneo di Napoli.
Ennio Cascetta, presidente del consiglio di amministrazione della metropolitana di Napoli ricroda alcuni numeri nel corso della presentazione del progetto per il 2019: «Per la Linea 1 sono stati realizzati 18,2 km di gallerie e 18 stazioni, sono in costruzione 4 km di gallerie e 5 stazioni. Si tratta della più grande opera infrastrutturale della Campania del costo complessivo di 3,8 miliardi (di cui 270 milioni di archeologia) per la linea uno e 790 milioni per la linea sei (di cui 54 in opere relative all’archeologia). Nel 2017 il numero di utenti stimati della linea uno è pari a 45 milioni. Il costo economico della bellezza è pari a meno del 4% rispetto al costo totale della linea: 58 milioni in opere d’arte e architettura, mentre 45 sono stati destinati alla riqualificazione urbanistica rispetto a 1,4 miliardi spesi per la realizzazione della cosiddetta tratta bassa della linea 1 che ha vinto anche numerosi premi con alcune stazioni indicate come le più belle del mondo (Toledo e Municipio).
Continua Cascetta a proposito delle difficoltà tecniche incontrate e sulle prossime date di apertura delle stazioni: “Sono state utilizzate tecniche avanzate per poter scavare in falda: una vera sfida per l’ingegneria che rendono la metropolitana tra le più studiate al mondo. I prossimi passi vedranno in primo luogo liberare o ridurre molti dei cantieri presenti in città a cominciare dall’area di piazza San Pasquale dove tra poche settimane saranno liberate gran parte delle aree sovrastanti. Nel 2018 apriranno le stazioni della linea 6 di San Pasquale e Arco Mirelli e nell’anno successivo la stazione di Chiaja; per quanto riguarda la linea 1 apriranno la stazione di Duomo in una configurazione provvisoria ma funzionale e la stazione del Centro direzionale“.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu