La lingua Napoletana e la parola “ricchione”

Valentina Cosentino
La lingua Napoletana e la parola “ricchione”
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L’origine della parola ricchione secondo le ipotesi più accreditate è da ricercare nella Napoli del vice regno spagnolo, storie di marinai e di popoli lontani.

La  parola “ricchione” che oggi viene usata in maniera dispregiativa e spesso offensiva in buona parte d’Italia, ha in realtà, come molte parole della lingua napoletana, un’origine antichissima.

I bene informati potrebbero precisare che la lingua napoletana ha utilizzato in via preferenziale questo termine di una più generica origine meridionale.

Certo qui si parla di ipotesi più o meno verosimili perché come ogni parola della nostra lingua, che è frutto di tante influenze e mistioni, può vantare più di un’origine. Ad ogni modo esaminiamo qui quella che ci riporta nelle nostre terre.

Siamo a Napoli nel periodo del vice regno spagnolo, la città era famosa per il suo porto dove  sbarcavano marinai provenienti dai domini spagnoli d’oltreoceano. Ed infatti è proprio dal termine spagnolo “orejón”, grande orecchio, che sembra derivare questa parola e la sua associazione con gli omosessuali.

Ma andiamo con ordine. Dicevamo del porto. Qui appunto arrivavano i marinai tra cui sbarcavano anche uomini appartenenti alle popolazioni Incas del centro America e secondo le abitudine dei loro paesi erano abituati a portare pesanti orecchini che già di per sè rendevano questi uomini all’apparenza simili alle donne. Bastò poco all’ironia del popolo napoletano per associare queste grandi orecchie, appesantite dai vistosi ornamenti, alla solitudine dei marinai nei lunghi viaggi in mare senza donne. Facile fu far diventare questa parola sinonimo di omosessuale.

Stessa etimologia spagnola, ma con una storia leggermente differente rimanda ancora alle popolazioni sud americane dove i nobili sempre Incas, secondo il racconto dei viaggiatori che sbarcavano a Napoli, fin da bambini venivano evirati ed abituati a portare ornamenti per le orecchie.  Questa usanza sembra fosse praticata al fine di rendere il nobile più atto ad esercitare il potere privandoli delle tentazioni della carne.

Sempre ad abitudini meridionali rimanda l’uso di toccarsi l’orecchio come segno di intesa tra omosessuali  per manifestare la propria disponibilità.

Non mancano però altre versioni, tra cui citiamo una possibili etimologia veneziana del termine dalla parola “recion”, usato per indicare lo schiavo che nelle prigioni aveva l’obbligo di concedersi ai prigioni e il cui arrivo era  annunciato da un campanello che portava appunto all’orecchio.



Comments to La lingua Napoletana e la parola “ricchione”

  • Mi è servita molto questa spiegazione

    Giovanni 2 giugno 2017 23:17 Rispondi
    • Grazie 🙂

      Valentina Cosentino Valentina Cosentino 3 giugno 2017 1:24 Rispondi

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