La lingua Napoletana e la parola “ricchione”

Diverese ipotesi verosimili per spiegare le origini di una parola molto controversa

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 21 Gen 2016
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La  parola “ricchione”, che oggi viene usata in maniera dispregiativa e spesso offensiva in buona parte d’Italia, ha in realtà, come molte parole della lingua napoletana, un’origine antichissima.

I bene informati potrebbero precisare che la lingua napoletana ha utilizzato in via preferenziale questo termine di una più generica origine meridionale.

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Si parla di ipotesi più o meno verosimili poiché, come ogni parola della nostra lingua, frutto di tante influenze e mistioni, può vantare più di un’origine. Ad ogni modo esaminiamo quella che ci riporta nelle nostre terre.

Siamo a Napoli nel periodo del vice regno spagnolo. La città era famosa per il suo porto dove sbarcavano marinai provenienti dai domini spagnoli d’oltreoceano. Ed infatti è proprio dal termine spagnolo “orejón”, grande orecchio, che sembra derivare questa parola e la sua associazione con gli omosessuali.

Ma andiamo con ordine. Al porto arrivavano marinai di diverse origini, tra cui uomini appartenenti alle popolazioni Incas del centro America.  Secondo le tradizioni dei loro Paesi, portavano pesanti orecchini che li rendevano, all’apparenza, simili alle donne.

Bastò poco all’ironia del popolo napoletano per associare queste grandi orecchie, appesantite dai vistosi ornamenti, alla solitudine dei marinai nei lunghi viaggi in mare senza donne. E così questa parola divenne velocemente sinonimo di omosessuale.

L’etimologia spagnola rimanda ad un’altra versione, leggermente differente. Questa volta si fa riferimento ai nobili Incas. I viaggiatori che sbarcavano a Napoli raccontavano che, i nobili Incas, da bambini, venivano evirati ed abituati a portare ornamenti per le orecchie. Queste usanze sembrava fossero praticate al fine di rendere il nobile più atto ad esercitare il potere allontanandoli dalle tentazioni della carne.

Una ulteriore versione è quella secondo cui era abitudine dei meridionali toccarsi l’orecchio come segno di intesa tra omosessuali per manifestare la propria disponibilità.

Non mancano però altre versioni. Una possibile etimologia veneziana del termine dalla parola “recion”, termine usato per indicare lo schiavo che, nelle prigioni, aveva l’obbligo di concedersi ai prigionieri e il cui arrivo era annunciato da un campanello che portava appunto all’orecchio.

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2 risposte a “La lingua Napoletana e la parola “ricchione””

  1. Giovanni ha detto:

    Mi è servita molto questa spiegazione

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