La leggenda dello scoglio di San Pietro ai due frati a Posillipo

Annunziata Buggio
La leggenda dello scoglio di San Pietro ai due frati a Posillipo
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Il noto scoglio di San Pietro ai due frati a Posillipo è chiamato così, a seguito di una leggendaria storia d’amore che sconvolse la vita di due giovani fratelli, entrambi innamorati della stessa ragazza e per la quale morirono tragicamente.

L’incanto paesaggistico della collina di Posillipo, oltre ad essere un vero toccasana per gli occhi e per il cuore, offre numerosi spunti per raccontare storie, leggende e aneddoti curiosi che si concentrano fra le spiagge e il promontorio. Proprio il suo mare, evoca in Posillipo la «stregua dal dolore» ed ha visto perire tante giovani vite, uomini e donne consumati dall’amore.
Una di queste storie dal risvolto drammatico è stata battezzata «Lo scoglio ai due frati» e ha come protagonisti, uno scoglio, due fratelli e una ragazza: Carmine, Luigi e Concetta.
Una leggenda che ancora oggi, fa da monito a tutti gli innamorati di Napoli che per gelosia, restano vittime del loro stesso male.

In un libretto di autore ignoto stampato nel dicembre del 1991, si fa riferimento alla storia «Lo scoglio de’ due fratelli» ovvero «Concetta» da cui trae nome la località San Pietro ai due frati a Posillipo.
Non si conosce precisamente l’anno in cui la vicenda ha ceduto posto alla leggenda, ma a chiunque domanderete dov’è lo scoglio dei due frati, vi dirà di recarvi a Posillipo e di prestare attenzione al racconto, e nel vedere al tramonto quella solitaria roccia quando il sole cala e il mare si tinge di rosso. All’imbrunire del giorno e sopra lo scoglio, scorgerete due figure, due fantasmi che si aggirano furtivi, le cui voci strazianti sembrano confondersi con i fluttui del mare.

La leggenda dei due fratelli. Una tragedia d’amore e lo scoglio di Posillipo

La leggenda ambientata sulla costa di Posillipo racconta che nella località chiamata San Pietro ai due frati, in una spaventosa notte di tempesta, una barca di poveri pescatori stava per schiantarsi pericolosamente sullo scoglio all’imbocco della baia, prossima al naufragio.
La scena era stata avvistata da un gruppo di persone tra cui due fratelli, Carmine e Luigi che abitavano sul pendio boscoso difronte alla baia; sollecitati dalla madre che ben conosceva le abilità marinare dei due figli, li invitò caldamente a salvare le vittime del naufragio.

I giovani si precipitarono in mare in tempesta ma nel soccorso riuscirono a salvare soltanto una donna mentre per gli altri due uomini, padre e fratello della ragazza, non c’era più nulla da fare. I fratelli in seguito recuperarono i corpi senza vita degli sventurati che furono inghiottiti dalle onde. Le loro salme furono seppellite in una chiesa adiacente, intitolata a San Pietro Apostolo, per darle una degna sepoltura.

Nel dolore e nello strazio di aver perduto la sua unica famiglia, Concetta trovò l’affetto di una piccola comunità e fu amorevolmente accudita e ospitata dalla nuova famiglia.
Intanto col passare dei giorni nel cuore del bel Carmine e del nobile Luigi si faceva posto un sentimento profondo; entrambi si erano innamorati di Concetta e ogni giorno non mancavano di dimostrarle tutto il loro affetto, conducendo la ragazza a rendere omaggio alle spoglie dei suoi cari e confortandola nei momenti di disperazione.
I due fratelli confessarono a Concetta i loro sentimenti e la fanciulla anch’essa sembrava ricambiare l’amore e l’affetto dell’uno e dell’altro ma era terribilmente indecisa nella scelta; non voleva far torto a nessuno dei due. A distanza di poco, la scelta di Concetta ricadde su Carmine che se ne rallegrò e Luigi di conseguenza ne fu dispiaciuto.

Dopo poco, le sue attenzioni si riversarono su Luigi che contraccambiava in ogni gesto e Carmine si ravvide del comportamento sleale mostrato da suo fratello. Ora i due bellissimi fratelli da amici per la pelle divennero nemici giurati e tutto per colpa dell’amore; la gelosia li stava divorando.

Una notte accadde l’inevitabile: era la sera di Carnevale e la città si preparava a vivere spensieratamente il clima scherzoso della festa e nel villaggio dove abitavano Carmine e Luigi, tutti si erano mascherati per divertirsi fino all’alba.
Durante i festeggiamenti e colto da un’improvviso sentimento di gelosia, Luigi si mascherò da capo a piedi, si avvicinò a Concetta e la rapì. La ragazza, credendo che si trattasse di uno scherzo, smascherò l’identità dell’uomo e trasse un sospiro di sollievo, alla vista di Luigi. Quando Luigi le confessò il suo astuto piano, quello di fuggire insieme, la ragazza si ribellò e contro il suo volere, Luigi trascinò Concetta su una barca in mare aperto.

Carmine, insospettito si guardava intorno in cerca dei due e quando intravide un uomo mascherato che stava portando via la sua Concetta, subito si precipitò verso lo sconosciuto giurando vendetta. E così fece. Carmine pensò bene di procurarsi un coltello affilato e corse a perdifiato verso i due; giunto sullo scoglio si precipitò alle spalle dello sconosciuto e senza pensare, lo pugnalò al cuore.
In quel gesto di efferata pazzia, nel disperato tentativo di salvare la vita di Concetta, si rese conto che lo sconosciuto altro non era che suo fratello. Alla vista di quel sangue e sconvolto per aver ucciso Luigi, prese la lama e si trafisse a sua volta il cuore. Morirono entrambi nello stesso istante. Le urla di Concetta furono udite in tutta Posillipo e il dolore della ragazza si unì al dolore immenso della madre che nella tragedia, aveva perso i suoi bei figlioli.
Un dramma degno di Shakespeare.

La storia non ci spiega come prosegue l’epilogo di questa tragedia d’amore, ma possiamo solo vagamente immaginare: Concetta si sentiva profondamente colpevole di questo crimine, l’artefice di questo dramma familiare. Forse morì di dolore da li a poco o si tolse la vita.

La leggenda vuole che sullo scoglio vagano i fantasmi infelici di Carmine e Luigi in cerca di Concetta. Un’altra versione spiega che durante una violenta tempesta, l’ammasso roccioso dello scoglio fu colpito da un fulmine che divise in due la pietra e che da allora, porta i nomi dei due sfortunati fratelli. La stessa leggenda cita che nel giorno della ricorrenza di San Pietro e Paolo, il 29 giugno, i due scogli misteriosamente invertono i posti.
Da qui il titolo di Baia di San Pietro ai due frati.

Curiosità: In questa località, secondo le fonti storiche, pare che sia davvero esistita la Chiesa votiva intitolata a San Pietro Apostolo, eretta sul colle di Posillipo e sorta in epoca paleocristiana a seguito dall’arrivo in Napoli, di San Pietro da Roma, intento a diffondere il suo messaggio di fede ai partenopei, sostando a Posillipo.
Si ipotizza che la chiesetta sia stata inglobata dalla chiesa di Santa Brigida edificata nel 1573, ceduta ai padri di S. Domenico e adibita a piccolo monastero per poi essere abbandonata per mancanza di fondi.
Questi resti, quasi sicuramente sono stati sepolti nelle vecchie murature di case, edifici e palazzi che giacevano in prossimità del mare e quindi erose dalle onde.
Chissà che tesori artistici potrebbe nascondere… Una leggenda con un fondo di verità.



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