La leggenda della Grotta del Mago a Ischia e il misterioso raggio verde

Annunziata Buggio
La leggenda della Grotta del Mago a Ischia e il misterioso raggio verde
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La leggenda della Grotta del Mago a Ischia è molto sentita sull’isola e si racconta che la sua fama sia legata ad un mondo magico religioso ma ancor più misterioso è il fenomeno del raggio verde.

 

Fra le tante leggende dell’isola verde, quella più suggestiva e misteriosa che merita attenzione è senza dubbio la Grotta del Mago; derivante da un racconto orale trasmesso dai pescatori ischitani, questa cavità ha alimentato la fantasia di un popolo e destato la curiosità di adulti e bambini nella ricerca di un luogo magico avvolto tra realtà e fantasia.

 

La Grotta del Mago, situata sulla costa sud-orientale dell’isola tra Punta Lume e Punta Parata, da quando è stata scoperta, ha cambiato più volte la sua denominazione a seguito della sua colorazione particolare; qui i pescatori si rifugiavano cercando un luogo di riparo durante le violente mareggiate e in quelle occasioni, appariva puntualmente un uomo dalla lunga barba bianca e capelli fluenti, seduto sulle rocce della grotta con aria bonaria.

Secondo il racconto dei pescatori, oltre all’uomo che si palesava, si riuscivano a distinguere delle voci sottili che sembravano giocare all’interno della grotta per vedere infine apparire delle bellissime creature simili a Ninfe. A detta loro, lo spettacolo era davvero fantastico e incantevole e per niente spaventoso, si veniva colti da un senso di beatitudine mai provato.
Terminata la violenta mareggiata, quelle creature mitologiche sparivano misteriosamente.

Secondo la tradizione, la Grotta del Mago è chiamata così per la presenza dello spirito buono del Mago, ovvero quell’uomo che appare come un vecchio saggio che tranquillizza i pescatori e provvede a rendere pescoso e abbondante il mare attorno alla grotta.

 

Negli anni Trenta del Novecento, a seguito del chiacchiericcio sulla Grotta del Mago, una troupe tedesca fu inviata a ispezionarne la cavità, forse a caccia di qualche tesoro che potesse arricchire il Terzo Raich e impressionare il Fuhrer.
All’interno della grotta, la troupe tedesca evidenziò la presenza di un cunicolo ostruito da molti massi e si tentò di liberarlo; dopo un lavoro meticoloso, si aprì un nuovo accesso nella grotta che si rivelò qualcosa di straordinario: furono colpiti da un riverbero di luce argentea che illuminava tutta la grotta soggiogati dall’atmosfera sospesa tra sogno e fantasia in un gioco luci e riflessi luminescenti che sembravano provenire da un’altro mondo. Forse la Grotta del Mago non era solo una leggenda, ma cosa vi trovarono?

La notizia fece il giro del mondo ed ebbe vasta risonanza tra la stampa locale, nazionale e internazionale, e seguirono numerose indagini, approfondimenti che coinvolsero studiosi ed esperti per decifrare i segreti della grotta

 

Fra gli esperti vi fu in prima linea il prof. Mario Puglisi in collaborazione con l’ingeniere Nicola Ciannelli che avanzarono l’ipotesi di una cavità di origine neolitica.
Gli esperti sostennero che la grotta fosse opera umana e impiegata come luogo tempio sacro dai primi abitanti dell’isola di Ischia, dedicata ai culti solari magico-religiosi, la cui tesi fu espressa in un articolo pubblicato sul «Popolo di Roma» del 28 ottobre del 1934.

 

A seguito di ulteriori indagini conoscitivi sulla grotta, tra archeologici e vulcanologi le opinioni furono contrastanti: grotta naturale o artificiale? Da dove proveniva quell’argento fosforescente che risplendeva nella grotta? Dopo vari dibattiti e accese polemiche sull’identità della Grotta del Mago, ci pensò una violenta mareggiata a occultare per sempre il segreto; tutte le impalcature della grotta come pure i cavi elettrici, furono spezzate via da violente ondate chiudendo per sempre l’accesso alla grotta a qualsiasi uomo.
Dopo decenni, la Grotta del Mago di Ischia è tornata ai suoi antichi splendori, accessibile ai turisti che desiderano visitarla solo per via mare;un’attrazione speciale in contrasto con la celeberrima Grotta Azzurra di Cari.

Il Raggio Verde di Ischia

Questa non è una leggenda ma è frutto di un avvenimento fisico e naturalistico raro, non percepito da tutti che si ripete al confine dell’orizzonte.

Spiegano gli ischitani che ha determinare l’apparizione del raggio verde, siano in primis le favorevoli condizioni climatiche quando l’aria è abbastanza limpida da scomporre tutti i colori dello spettro luminoso.

L’evento è davvero qualcosa di impagabile, un segreto antichissimo e visibile a pochi eletti che hanno il privilegio di coglierlo per una frazione di secondi, nell’atto in cui il sole è al suo declino sulla linea d’orizzonte e sfiora lo specchio d’acqua del mare, che si scompone in una folgorante luce verde, simile ad un raggio laser.
Essendo un fenomeno raro è osservabile dopo l’estate al tramonto, dalla terrazza della Chiesa del Soccorso da Forio in direzione dell’Isola di Ventotene, rappresenta il segreto di Ischia, quella magia sottile custodita gelosamente e per qualcuno vedere il raggio verde, è auspicio di buona fortuna.

 

Come appare il raggio verde? In parole povere è un fenomeno ottico di rifrazione della luce solare, e lo si può immaginare come il risultato della perfetta sovrapposizione dei dischi colorati (componenti la luce) in prossimità dell’orizzonte; qui la luce solare subisce una rifrazione ma con maggiore intensità, evidenziando i raggi blu e verde e con minore intensità quelli rossi e gialli. A seconda delle interferenze ottiche, ad Ischia si possono distinguere dopo il tramonto tre colori: il rosso, il giallo e il verde (in casi eccezionali il blu).

 



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