La guerra della mozzarella: Campania e Puglia si contendono il marchio DOP

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Articolo di , 30 Ago 2017

 

Leggiamo oggi sul mattino di un “pasticciaccio” fatto dal nostro ministero delle finanze a proposito del marchio mozzarella DOP. Sulla gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto ufficiale che approva la denominazione di “Mozzarella di Gioia del Colle” della treccia in latte vaccino prodotta appunto in Puglia. Ma facciamo un passo indietro.

 

I produttori pugliesi già dal 2011 chiedevano che venisse riconosciuto il marchio europeo alla “Treccia della Murgia e dei Trulli“, un prodotto tradizionale di queste zone fatto con latte vaccino (talora di pecora) e dalla caratteristica forma di treccia.

 

L’idea de cambio di nome è venuta proprio dal ministero che suggerì di usare la denominazione di mozzarella di Gioa del Colle. Nasce così la “mozzarella” made in Puglia. Trenta giorni ci sono ora perché qualcuno faccia opposizione a tale decreto. Interessati al ricorso potrebbero essere la Regione Campania e il Consorzio Mozzarella di Bufala per l’evidente danno di immagine che potrebbe derivare dalla confusione sulla denominazione. Il fatto grave è che nel decreto si approva un prodotto non solo a forma di treccia, ma di tutte le forme proprio come la mozzarella campana.

 

Così dichiara a Luciano Pignataro per il Mattino Paolo Russo, delle commissioni Agricoltura e Anticontraffazione della Camera che annuncia una interrogazione parlamentare: “Si tratta di un’aggressione senza precedenti alla filiera produttiva più importante della Campania che si celebra conia complicità del ministero delle Politiche Agricole e la totale assenza della Regione Campania. Se ci fosse stato da nominare un commissario, un direttore generale o un primario De Luca ed i suoi avrebbero sbraitato in prima fila. Qui c’era da difendere l’agricoltura distintiva dei territori, la straordinaria filiera agricola, capace di generare un indotto di utile per 50.000 addetti e la Regione si è girata dall’altra parte facendo finta di non capire che si tratta di un’aggressione competitiva con un prodotto diverso per utilizzare fraudolentemente l’appeal internazionale del termine mozzarella. Chiedo conto di questo ennesimo attacco alla Campania al ministro ed al presidente della Regione che, tra l’altro, è anche assessore all’Agricoltura”.

 

Il problema è ampio ed pone ancora una volta nella bufera una delle eccellenze della nostra regione che dal governoc ontinuano ad essere messe da parte e minate nella loro integrità.

Fonte: il Mattino.it

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