La Galleria Borbonica, un viaggio nella Napoli di sotto

Margherita Marchese

La Galleria Borbonica è il più affascinante percorso del circuito della Napoli sotterranea. Apprezzata ed ammirata negli ultimi anni da migliaia di turisti e napoletani, rappresenta un’eccellenza nel sistema museale della Campania nonché il vanto dell’ingegneria civile borbonica che la realizzò su iniziativa di Ferdinando II di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie.

Nelle profondità del sottosuolo, lontani dai rumori e dai paesaggi a noi noti,comincia un sorprendente viaggio alla scoperta dell’inedita e straordinaria Napoli di sotto. Un percorso emozionante e di inestimabile valore che consente di ammirare quanto realizzato nel sottosuolo della nostra città negli ultimi 500 anni, dalle seicentesche Cisterne dell’Acquedotto della Bolla ai  settori adibiti a ricovero bellico durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Quattro i singolari percorsi ideati e curati dagli straordinari uomini e donne diretti da Gianluca Minin, fondatore e Presidente dell’Associazione Borbonica Sotterranea.

 

PERCORSO STANDARD

 

Il Percorso Standard consente di visitare ed apprezzare la Galleria come una vera e propria opera d’arte, dagli ambienti legati ai tratti seicenteschi dell’acquedotto della Bolla alle opere civili realizzate nell’ 800 su progetto dell’architetto Enrico Alvino; dai ponti e i muri costruiti dai Borbone per attraversare le antiche cisterne conservandone la funzionalità originaria fino agli ambienti adattati a ricovero bellico durante la II Guerra Mondiale. Fanno da incredibile cornice al percorso enormi frammenti di statue, auto e moto d’epoca, residuati bellici e oggetti di uso comune ritrovati sotto i detriti dove erano stati sepolti nel periodo compreso tra la fine della II Guerra Mondiale e gli anni ’70 in cui la Galleria fu utilizzata come deposito giudiziale del Comune di Napoli.

 

PERCORSO AVVENTURA: LA ZATTERA

 

Il Percorso Avventura inizia con un elmetto arancione e una torcia elettrica tra le mani e può vantare la percorrenza di un tratto su una vera e propria zattera che naviga sulla falda acquifera sotterranea di Napoli. Si comincia accedendo attraverso un breve cunicolo ad una cisterna realizzata alla fine del 1400 nella quale sono visibili camminamenti ad arco, lavorazioni idrauliche di eccezionale fattura e croci incise nella malta idraulica legate al duro lavoro del Pozzaro. Superati i 20 m del cunicolo detto di Pizzofalcone, la Sala delle Auto e la seconda Grande Cisterna, si scende sul fondo della stessa dove con enorme sorpresa si vedrà affiorare come per incanto una falda acquifera sotterranea. A questo punto si percorrerà prima la galleria pilota della mai completata LTR(Linea Tranviaria Rapida)  e poi, imbarcandosi sulla zattera guidata da un abile “traghettatore”, la grande galleria ormai abbandonata che avrebbe dovuto ospitare i due tram.

 

LA  VIA DELLE MEMORIE

 

La Via Delle Memorie rappresenta un vero e proprio viaggio emozional-sensoriale  che tra luci, acqua, profumi, suoni e accattivanti racconti vi lascerà senza fiato. Si parte dal cortile ottagonale e dallo scalone del Palazzo Serra di Cassano per poi scendere negli spazi gestiti da Interno A14 che un tempo ospitavano la falegnameria del Palazzo dove è stato allestito un piccolo Museo della Guerra con reperti ritrovati durante gli scavi.La visita prosegue con gli ambienti inferiori dove ammireremo una meravigliosa cisterna di fine ‘600 riempita d’acqua che veniva prelevata direttamente dal cortile minore del Palazzo Serra di Cassano attraverso un pozzo profondo 36 m. Per finire le cave da cui fu estratto il tufo per la realizzazione del primo insediamento cinquecentesco dell’edificio che diventerà nel 1718, su disegno dell’architetto Ferdinando Sanfelice, il nuovo palazzo della nobile famiglia Serra di Cassano.

 

PERCORSO SPELEO LIGHT

 

Speleo light offre  in dotazione ad ogni partecipante un elmetto speleologico con luce frontale per esplorare i cunicoli dell’antico acquedotto sotterraneo fino a raggiungere alcune meravigliose cisterne, ancora parzialmente riempite d’acqua e decorate con simboli misteriosi. Il percorso prevede lunga passeggiata negli stretti cunicoli dell’Acquedotto della Bolla per raggiungere le sale sulle cui pareti si potranno ammirare le incisioni religiose realizzate dai pozzari. L’itinerario viene di continuo arricchito dai nuovi ambienti scoperti man mano con le attività di scavo realizzate dai tanti volontari che ogni anno contribuiscono a riportare alla luce i tesori nascosti del sottosuolo partenopeo.

 

I POZZARI E ‘O MUNACIELLO

 

La figura del Pozzaro , in bilico tra leggenda e realtà, è legata indissolubilmente a quella di un personaggio molto noto della tradizione partenopea, ‘o Munaciello.

Nel ‘600 i napoletani attingevano acqua per le loro case dalle cisterne sottostanti attraverso dei pozzi ai quali avevano accesso i Pozzari, addetti alla manutenzione che si muovevano abilmente nel sottosuolo camminando lungo stretti cunicoli e arrampicandosi su e giù grazie a delle fessure realizzate nei muri.Questi uomini,esili e di bassa statura per ovvie ragioni pratiche, avevano dunque libero accesso a tutte le case passando attraverso i canali che servivano a calare i secchi. Quando i pozzari non venivano pagati si vendicavano entrando nelle dimore dei Signori e rubando oggetti preziosi che talvolta donavano alle loro amanti, nelle cui case si intrufolavano sempre attraverso quei condotti. Di qui la leggenda legata a questi Spiriti della Casa che in base a simpatia o antipatia verso i proprietari, talvolta rubavano oggetti talvolta lasciavano doni, apparendo e sparendo sotto il mantello da lavoro che nell’oscurità ricordava proprio il saio di un piccolo monaco.

 

UN PO’ DI STORIA

 

Il 19 febbraio del 1853 Ferdinando II di Borbone incaricò l’architetto Errico Alvino  di progettare un viadotto sotterraneo che, passando sotto il Monte Echia, congiungesse Palazzo Reale con piazza Vittoria, prossima al mare e alle caserme. Il progetto non aveva  carattere sociale bensì militare perché prevedeva  la realizzazione di un percorso rapido per le truppe in difesa della Reggia nonché una sicura via di fuga per gli stessi monarchi.

 

L’architetto ideò uno scavo con sezione trapezoidale, larghezza e altezza di 12 metri, suddiviso in due gallerie per gli opposti sensi di marcia. Prima di giungere nelle Cave Carafa, attualmente sede di un parcheggio multipiano, lo scavo della Galleria Borbonica incontrò un cunicolo ancora attivo pertinente ai rami seicenteschi dell’acquedotto della Bolla. Per evitare di togliere l’acqua ad alcuni edifici in Via Cappella Vecchia, furono realizzati degli ingegnosi lavori idraulici per consentire il passaggio dell’acqua a quote inferiori rispetto a quella della galleria. L’ulteriore scavo presentò numerosi problemi tecnici tant’è che non arrivò mai a Palazzo Reale rimanendo, fino alla seconda guerra mondiale, anche senza uscita.

 

Durante il periodo bellico, tra il 1939 e il 1945, la Galleria ed alcune ex cisterne limitrofe furono utilizzate  come ricovero per i cittadini. Vi trovarono rifugio tra i 5.000 ed i 10.000 napoletani, molti dei quali avevano perso le proprie case durante i numerosi bombardamenti subiti dalla città. Per consentire un accesso sicuro alle persone, vennero realizzate diverse aperture mentre la galleria e gli ambienti limitrofi furono dotati di impianto elettrico e di servizi igienici.

 

Dopo la guerra e fino al 1970 la Galleria fu impiegata come Deposito Giudiziale Comunale dove veniva immagazzinato tutto ciò che era stato estratto dalle macerie seguite ai bombardamenti e in generale tutto il materiale recuperato da crolli, sfratti e sequestri. Nel 2007 i geologi che vi lavoravano rinvennero un altro accesso ai ricoveri, che già nel Seicento costituiva un ingresso al sottosuolo. Il passaggio, costituito da una stretta scala di 75 gradini in coccio pesto che giunge in un locale in Vico del Grottone, veniva utilizzato dai  celebri Pozzari che si occupavano della manutenzione dell’antico acquedotto della Bolla.

 

 COME ARRIVARE, ORARI E PREZZI

 

Questo slideshow richiede JavaScript.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu