La Festa della ‘Nzegna al Borgo Santa Lucia e la Madonna della Catena

Annunziata Buggio
La Festa della ‘Nzegna al Borgo Santa Lucia e la Madonna della Catena
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La Festa della ‘Nzegna è stata un’importante celebrazione marinaresca sopravvissuta fino agli anni ”50 in onore della Madonna della Catena, i cui protagonisti erano i «luciani» del Borgo Santa Lucia.

 

Fra le tante feste popolari e quelle devozionali sorte durante il regno di Ferdinando II di Borbone, si diffuse largamente la Festa della ‘Nzegna celebrata fino agli anni ”50 del secolo scorso.
Si trattava di una festività particolare di ispirazione marinaresca, celebrata per onorare la Madonna della chiesa di Santa Maria della Catena che sorge nel cuore antico di Napoli, al Borgo Santa Lucia. Era la seconda festa più importante del capoluogo partenopeo dopo Piedigrotta e prendeva nome (secondo le fonti) dalle insegne colorate e le bandiere che adornavano le barchette, o come suggeriscono i luciani da “insegnamento” ammaestramento al mare causa di incauti scherzi del destino.

 

Gli abitanti del borgo «i luciani» per lo più marinai così chiamati, si rendevano protagonisti della festa: erano conosciuti in tutta la città poiché fornivano alla flotta borbonica, il più alto numero di marinai e provvedevano ad equipaggiare gli uomini migliori.
Durante la festività che cadeva ogni anno il 10 agosto a San Lorenzo, i luciani indossavano l’abito nuovo e si fregiavano del berretto rosso, dai colori borbonici e andavano in giro per la città con accanto un gruppo di scugnizzi e un «Pazzariello» che attirava l’attenzione.
La mattina, i luciani si radunarono davanti alla chiesa di Santa Maria della Catena per ringraziare la Madonna, per poi proseguire in corteo nel Borgo Santa Lucia a Castel dell’Ovo fra musica, canti e balli locali.
Il cammino proseguiva a Piazza Plebiscito, dove dietro al Pazzariello si affiancavano una finta corte mentre un uomo e una donna di una certa età, con abiti regali, interpretavano il re Ferdinando II e la sua consorte la regina Maria Carolina, che salutavano il popolo dalla loro carrozza.
Spesso capitava che i reali scendessero per le strade e si camuffassero da popolani per assistere divertiti e indisturbati la festa, come per esempio Ferdinando I e II che adoravano queste tradizioni.
Il corteo infine terminava al Molo Beverello dove un gruppo di barche addobbate con bandiere e insegne colorate da cui ‘Nzegna, erano pronte per prendere il largo; i luciani seguiti dal corteo reale, salivano sulle barche per intraprendere il rito purificatore. Qui capitava spesso che durante il rito, pescatori e marinai venivano gettati a mare per compiere un bagno purificatore e propiziatorio, per poi esser ripescati in un secondo momento.
Si recitavano preghiere al mare, si chiedevano grazie alla Madonna della Catena e si offriva rispetto alla natura e al suo ecosistema.


Questa festività aboliva per un giorno la distinzione sociali, tutti e nessuno erano re e regine come tutti erano un solo popolo uniti da una sola lingua: il napoletano.

 

La celebrazione della Festa della ‘Nzegna fu spostata dopo l’Unità d’Italia, il 15 luglio in contemporanea alla Festa del Carmine che sembrò avere la meglio sulla Madonna della Catena.
L’ultima manifestazione della Festa della ‘Nzegna risale al 1953 e divenne una festa in costume dove vari figuranti, attori e improvvisati, davano vita all’ultimo atto di questa piccola e sentita festa marinaresca. Vi parteciparono illustri nomi dello spettacolo e nomi di spicco della poesia del Novecento che dedicarono alcuni versi alla manifestazione.
Come tutte le belle cose, anche la ‘Nzegna finì.

 

Una rievocazione storica fu organizzata come spettacolo teatrale, dal regista Pasquale Del Monaco nel 2008 in un’immaginaria parata folkloristica dove si prefigurava il ritorno onorico di Ferdinando e Carolina. Un momento di aggregazione sociale e culturale che coinvolse tutto il quartiere del Pallonetto a Santa Lucia e che riportasse in scena solo per un breve lasso di tempo, i fasti del regno attraverso la tradizione popolare.

 

La chiesa di Santa Maria della Catena in via Santa Lucia, fu fondata dagli abitanti del quartiere nel 1576 in onore del culto siciliano della Madonna Catena, il cui miracolo narra che tre condannati a morte del tutto innocenti furono incatenati nella chiesa di Santa Maria del Porto a Palermo. L’intervento prodigioso della Madonna spezzò le catene dei prigionieri a cui fu restituita la libertà.
La chiesa napoletana ospitava la pala d’altare della miracolo della Vergine ma che purtroppo è andata persa, a cui fu dedicata la festa della ‘Nzegna; inoltre è possibile visitare la tomba dell’ammiraglio Francesco Caracciolo condannato a morte dall’ammiraglio Nelson, durante la Repubblica Napoletana del 1799.

 

Curiosità: Nel noto film del 1960 «La Baia di Napoli» diretto da Melville Shavelson e cast stellare con Clark Gable, Sophia Loren e Vittorio De Sica, viene presentata la Festa della ‘Nzegna, anche se non viene del tutto citata. Nella scena dell’arrivo a Napoli di Mr Hamilton interpretato da Clark Gable, l’avvocato Mario Vitale interpretato da Vittorio De Sica, invita l’americano a trascorrere qualche ora in città per conoscere Lucia, ovvero Sophia Loren; la donna, unica parente che ha cresciuto suo nipote Nando, figlio del fratello deceduto.
La conoscenza di Hamilton e Lucia avviene in maniera pittoresca, durante il corteo della festa al borgo marinaro, dove Sophia in abiti regali, recita il ruolo della regina, seduta su di un carro a forma di conchiglia, seguita del re Nasone e della corte fra balli e canti caratteristici.



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