La Dama in Nero: il mistero e la leggenda della donna senza nome ad Ischia

Annunziata Buggio
La Dama in Nero: il mistero e la leggenda della donna senza nome ad Ischia
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La Dama in Nero è la vera storia di una giovane donna sconosciuta che morì in circostanze misteriose ad Ischia negli anni “50; il suo caso è stato davvero un giallo per anni e viva è la leggenda del suo fantasma che appare sulla spiaggia della Fundera.

 

La Dama in Nero è stata una triste pagina di cronaca nera che sconvolse l’isola verde di Ischia negli anni “50; un caso irrisolto a metà tra il genere giallo e il noir che ancora oggi solleva molti dubbi e domande senza risposte.

 

1 Ottobre 1953. Sono trascorsi precisamente 65 anni che Ischia attende di conoscere la vera identità della Dama in Nero, una donna ignota e senza nome il cui cadavere fu rinvenuto privo di vita e in circostanze misteriose sulla spiaggia della Fundera, lasciando dietro di sé ombre, sospetti e segreti che ora riposano tragicamente al Cimitero di Lacco Ameno.

La domanda che tutti si pongono è chi sia stata questa donna giunta sull’isola di cui non si seppe mai il suo nome chiamata dai cronisti e dagli ischitani “La Dama in Nero” poiché al momento del ritrovamento del corpo, vestiva di nero.

 

La tragica vicenda ebbe luogo sulla spiaggia della Fundera, una delle più belle di Casamicciola, una piccola spiaggetta dallo scorcio suggestivo che gode del vantaggio del sole fino alle 16.00 e del beneficio del bagno termale. Proprio su questa sabbia e rigettata dal mare giacque il cadavere della misteriosa Dama in Nero ritrovato da due donne del posto dopo le ore 22.00 e fu inspiegabile per l’epoca nonostante le indagini in corso, conoscere le cause del suo decesso, per cui fu ipotizzato un presunto omicidio o suicidio.

 

Dalle informazioni riportate sulla testata ‘L’Unità’ del 3 ottobre 1953 si evince che la donna arrivò a bordo di un vaporetto per Ischia verso Casamicciola la sera stessa del 1° ottobre e si fece condurre in carrozza nei pressi della spiaggia di Fundera, senza precisare i motivi per cui la spingessero sin lì.

 

Un articolo datato 27 ottobre 1953, il quotidiano ‘La Stampa’, prova a fare chiarezza: la donna in questione arrivò ad Ischia in vaporetto, e durante il viaggio si intrattenne in amabile conversazione con una signora e due giovani ischitani che la descrissero come una dama dotata di grande classe, vestita bene ma in condizione disagiate (facendo notare le scarpe risuolate e il cinturino dell’orologio logoro).

 

Secondo le indiscrezioni dell’epoca, durante la conversazione con i tre soggetti, la donna misteriosa accennò alla sua biografia, dichiarando di avere origini inglesi se pure nata a Bolzano e sposata con un americano. Scesa dal vaporetto, arrivò nel porto dove venne condotta da uno dei due giovani a far visita al Castello Aragonese; successivamente il ragazzo e la Donna in Nero si congedarono a Casamicciola, davanti ad un bar dove la dama si intrattenne. Chiacchierò con una donna, la barista del posto a cui disse di avere un appuntamento fissato alle 22.00 e chiese alla signora se avesse visto in giro un uomo con i baffi e vestito di grigio.

 

 

Alle 21.00, l’ignota e sempre più misteriosa Dama in Nero ritornò a Lacco Ameno in carrozzella: l’occhio vigile del vetturino notò una borsa e una piccola valigia. Giunta a Lacco Ameno, si vide la donna in preda all’impazienza che chiedeva ripetutamente l’ora ad alcuni passanti. Alle 22,00 il triste epilogo: venne ritrovato il corpo esanime in riva al mare, senza oggetti personali, dove mancarono all’appello sia la borsa che la valigia.

 

Il ‘Cronaca di Napoli’ del 15 ottobre 1953 riportava la notizia di omicidio certo, avendo appurato sui gomiti della donna in nero delle abrasioni che facevano supporre ad un trascinamento sulla sabbia. Il cronista dichiarò che fu riscontrato un colpo al basso ventre che le avrebbe causato una emorragia interna e condotta alla morte. Il giornale si sbilanciò per primo sulla reale identità della misteriosa donna: “Pare adesso che la dama in nero sia quella Jole Mari che era solita trascorrere le sue vacanze ad Ischia”. Il nome che tutti credevano di aver individuato nella salma, fu segnalato da un fotografo ischitano che riconobbe nel volto della giovane donna quello di una signora fotografata, tempo prima per un matrimonio.  L’ipotesi venne smentita e si seppe che Jole Mari era in vita e che viveva a Roma, segnalando la sua esistenza al giornale.

Si parlò dell’ipotesi suicidio: fu la ‘La Stampa’ che 28 ottobre dello stesso anno, dichiarò di 38 pillole di sonnifero Lepetit trovate nel corso dell’autopsia nello stomaco della donna misteriosa. Probabilmente l’ingerimento o il sovradosaggio di barbiturico le provocò un malore: secondo la ricostruzione la donna sotto effetto del sonnifero, cadde a mare e morì per annegamento. Nelle analisi venne riscontrata la presenza di acqua nei polmoni, mentre fu scartata qualsiasi ipotesi tipo di violenza. Il caso fu archiviato.

 

Ma il nome della Dama in Nero non venne mai fuori, come allo stesso modi non vennero ritrovati i suoi oggetti personali. Perchè? Tanti e troppi interrogativi o forse scarso metodo di indagine: non si spiega perché non furono ritrovati più la borsa e la valigia, né del perché al collo della donna mancasse una collanina d’oro che molti testimoni giurarono di aver visto. E poi chi era l’uomo con i baffi e vestito di grigio che attendeva? Fu lo stesso che alle 21.30 venne notato al centro di Lacco Ameno con un fiasco di vino in mano?

 

Misteri  e sospetti rimasti a lungo irrisolti, come del perché la spiaggia non venne analizzata in cerca di prove schiaccianti, o del perchè alcune foto del cadavere furono sfocate e incomprensibili al riconoscimento e soprattutto perchè non vennero rilevate le impronte digitali al momento del decesso…

Insomma che storia aveva da raccontare la Dama in Nero? Perché nessuno al momento della scomparsa la reclamò?

 

Di lei si perpetua soltanto uno straziante ricordo a testimonianza della triste vicenda: vi era una tomba anonima nel Cimitero di Lacco Ameno caratterizzata da una croce intagliata nel legno che curiosamente recava la sigla “D N” qui giace la Dama in Nero, mentre oggi i suoi resti sono disposti in un ossario.

 

Questo caso non poteva che suscitare una leggenda, quello del fantasma della Dama in Nero che in alcune notti e alle prime luci dell’alba appare sulla spiaggia della Fundera: ha la sagoma di una bellissima donna vestita di nero che è stata vista passeggiare scalza in riva al mare senza lasciare le orme dei suoi passi per dirigersi silenziosamente in acqua per scomparire come una figura evanescente; è una specie di copione che si ripete più’ volte l’anno, per mesi e giorni che si susseguono uguali; l’eterna agonia di chi è stata privata della sua giovane vita e del suo nome.

 

Curiosità: Questa giallo stile Hitchcock ha sollevato la fantasia e la curiosità a livello cinematografico; sarà girato a Ischia dal giovanissimo regista Michele Schiano, il film che vedrà protagonista La dama in Nero la cui storia reale è stata elaborata e interpretata in una lettura diversa, la quale si intreccerà con la vita di un giornalista inviato sull’isola d’Ischia per realizzare un servizio sette mesi dopo il terremoto.

 

http://www.ildispariquotidiano.it/it/la-dama-nera-il-nuovo-film-con-regia-di-michele-schiano/

FONTE:

Quando a Ischia morì una Dama Nera senza nome

 

ISCHIA: IL MISTERO DELLA DAMA IN NERO



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