La “Cracco ai Tribunali”: la risposta di Gino Sorbillo allo chef milanese

Eliana De Leo
La “Cracco ai Tribunali”: la risposta di Gino Sorbillo allo chef milanese
5 (100%) 1 vote

Pomodoro, fiordilatte, un giro di olio d’oliva, basilico ed è subito Margherita. E no. Si fa presto a dire pizza!

 

In questi giorni, e ormai lo sappiamo tutti, l’abbiamo letto sui giornali, sui portali enogastronomici, su tutti i social, abbiamo visto i video e gli sfottò e ci siamo anche divertiti, si è aperta una querelle infinita su cosa si possa definire pizza e cosa no, su se la famosa pizza di Cracco a 16 euro sia più o meno pizza della pizza che fa la nonna la domenica e più o meno della pizza che siamo abituati a mangiare al centro storico, molto probabilmente da Gino Sorbillo.

 

Ed è proprio da Gino Sorbillo, nella sede storica di via dei Tribunali, che Vincenzo Pagano di Scatti di Gusto ha trovato il modo di mettere un punto all’Odissea degli impasti, rivoltando la frittata o, a questo punto, dovremmo dire la pizza. Ha infatti proposto al pizzaiolo influencer di immaginare la “Cracco ai Tribunali” ed ecco che, dopo 24 ore di fatica (quanto è necessario per la lievitazione dell’impasto a 12°C come il Cracco-disciplinare impone), Gino Sorbillo ha sfornato la sua versione della ormai famigerata pizza.

 

Impasto con Cuor di Cereali, pomodoro, fiordilatte, olio e basilico all’uscita (dal forno a legna), la “Cracco ai Tribunali” è in assaggio da Sorbillo a via dei Tribunali fino a sabato.

Avviso: il prezzo è quello che conoscete, 16 euro. Esattamente il doppio della pizza sospesa a cui siamo (fortunatamente) abituati, ma tant’è per una, chiaramente bonaria, disfida, che ha un po’ troppo il sapore del marketing e troppo poco quello della pizza.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu